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DIABETHON 2021

NON PRENDETE IMPEGNI L’11 E IL 12 DICEMBRE

Dopo il successo del Christmas Diabethon del 2020, il Diabethon raddoppia e da appuntamento all’11 e 12 dicembre 2021.

Avremmo voluto farlo di persona e in diretta digitale, quindi con una modalità mista, ma purtroppo l’ondata pandemica e la nuova variante del Covid, ci impongono di mantenere una diretta digitale: il Diabethon sarà in diretta sulla pagina Facebook e nel Canale YouTube della Fondazione Italiana Diabete.

Ma cosa è il Christmas Diabethon? E’ la prima prima maratona benefica in Italia, per raccogliere fondi per la ricerca di una cura al diabete di tipo 1. L’evento, unico ed innovativo, è stato creato da Fondazione Italiana Diabete anche come «regalo di Natale» alla comunità di persone e famiglie colpite dalla malattia, per fornire loro informazione, formazione, aggiornamento ed empowerment.

La prima edizione, completamente digitale, si è svolta il 27 dicembre 2020, con 10 ore di diretta in una giornata, una media di 400 persone collegate ad ora, oltre 200 mila persone raggiunte, circa 1500 domande cui è stata data risposta in diretta e oltre 30 mila euro di fondi raccolti.

La seconda edizione, su due giorni, avrà un programma intensissimo, che vedrà il meglio della ricerca e della clinica italiana e internazionale a disposizione della comunità per aggiornare e rispondere alle domane.

Si inizia sabato 11 dicembre alle 10,30 con una mattinata dedicata a capire come gestire l‘attività fisica con il diabete di tipo 1 in tranquillità e divertendosi.

Mentre nel pomeriggio Fondazione Italiana Diabete racconterà i progetti di ricerca finanziati nell’ultimo anno e i ricercatori aggiorneranno sui tanti ed importanti passi che sono stati fatti quest’anno verso la cura definitiva del diabete di tipo 1.

Domenica 12 dicembre si concentrerà tutta sulla clinica e sulla gestione del diabete di tipo 1. Al mattino, un vero e proprio corso concentrato sulla conta dei carboidrati, utilissimo per iniziare, ma necessario anche a chi già pratica la conta dei carboidrati per aggiornarsi e imparare cose nuove. Mentre al pomeriggio saranno protagonisti i sistemi ibridi e le tecnologie più avanzate (sensori, microinfusori e sistemi predittivi), per gestire la malattia: quelli che ci sono e quelli che stanno arrivando.

Ma non finisce qui! Nel creare il programma del Diabethon 2021 abbiamo tenuto conto di tutti i suggerimenti che ci sono arrivati e abbiamo in serbo altre sorprese importanti da raccontare. Sveleremo il programma completo nel corso dei prossimi giorni!

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GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE 2021: LE INIZIATIVE DI FID

400 mila euro di finanziamenti nel 2021 per la ricerca della cura definitiva del Diabete di tipo 1 e un convegno per portare la ricerca e i ricercatori italiani in Senato

Il presidente di FID, Dott. Nicola Zeni, illustra le attività della Fondazione.

“100 anni di insulina, 100 anni di ricerca di una cura al diabete di tipo 1”, questo il titolo del convegno organizzato oggi, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani per avvicinare la ricerca di una cura definitiva al diabete di tipo 1 al mondo delle istituzioni.

Fondazione Italiana Diabete, che quest’anno ha finanziato con circa 400 mila euro la ricerca di una cura definitiva a questa malattia autoimmune, ha deciso, con il sostegno del Senatore Eugenio Comincini di accendere un faro sulle eccellenze della ricerca italiana di una cura alla malattia.

L’Italia è sempre stata un paese in prima linea nella ricerca della cura per questa malattia autoimmune, dal professor Franco Bottazzo che negli anni ’70 scoprì a Londra, assieme a Debora Doniack gli autoanticorpi, fondamentali per la diagnosi, al professor Camillo Ricordi che negli anni ’80 comprese come isolare le cellule beta del pancreas per trapiantarle, fino all’italo-australiano Prof. Ezio Bonifacio che, primo in Europa, porta avanti in Baviera screening dell’intera popolazione dei bambini e propone terapie per rallentare la malattia (presente al convegno).

“Non dobbiamo cancellare la parola malattia quando parliamo di diabete di tipo 1, perché è una malattia cronica grave, – ha affermato Nicola Zeni, Presidente della Fondazione Italiana Diabetementre dobbiamo fare quanto possiamo per cancellare la parola stessa diabete di tipo 1, ovvero trovare la maniera per curarla definitivamente”




Nella foto da sinistra a destra: Alessia Fugazzola, vice presidente della FID, il Senatore Eurgenio Comincini, il Direttore del Diabetes Research Institue del San Raffaele, Prof. Lorenzo Piemonti, il Dott. Nicola Zeni, Presidente di FID,  il Direttore Generale di FID Francesca Ulivi, il primario della medicina interna del San Raffaele e Direttore del Centro di Prevenzione del Diabete di tipo 1 Prof. Emanuele Bosi, la dott.ssa Alessandra Fierabracci, dell’IRCCS Bambino Gesù di Roma e il Prof. Federico Bertuzzi, primario della Diabetologia del Grande Ospedale Metropolitano di Niguarda.

Cinque tra i principali scienziati impegnati nella lotta alla malattia hanno presentato alle istituzioni i grandi passi avanti fatti dalla ricerca di una cura in questi anni, con l’importante ruolo svolto dal nostro paese sia nel campo della patogenesi, degli screening e della prevenzione, sia in quello delle cure successive, per chi è già stato colpito, grazie ai trapianti di isole pancreatiche e alle terapie cellulari con le cellule staminali.  

Nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani si è anche discusso del ruolo fondamentale delle istituzioni per il sostegno alla ricerca, non solo in termini economici, ma anche di policies a sostegno, ad esempio, per gli screening di popolazione.

Parlando dell’insulina, di cui si festeggia il centenario della scoperta, il Professor Lorenzo Piemonti, Direttore del Diabetes Research Institute del San Raffaele ha detto: “vorremmo non festeggiare il 120mo anniversario e nemmeno il cento decimo, dopo 100 anni dalla prima iniezione che salvò la vita ad un ragazzo con diabete di tipo 1, è arrivato il momento di guarirla questa malattia e non solo di cercare di controllarla grazie alle insuline e alle tecnologie”.

La scienza non ha ancora trovato la causa del diabete di tipo 1, così come di nessuna malattia autoimmune, ma lo sviluppo delle terapie cellulari promette di ridare la funzione pancreatica a chi l’ha avuta distrutta a causa dell’attacco autoimmune, in attesa di capire appunto come bloccare questo attacco e quindi poter prevenire la malattia.

Gli studi finanziati da Fondazione Italiana Diabete quest’anno spaziano dalla cura successiva: trapianti di isole e cellule staminali; agli screening, fondamentali per bloccare esordi drammatici e pericolosi e per tentare farmaci preventivi, fino a studi sulla patogenesi, proprio per capire quei meccanismi che ancora sfuggono nel comprendere la causa della malattia.

I centri finanziati o in via di finanziamento entro l’anno sono il Diabetes Research Institute del San Raffaele, l’Ospedale di Niguarda di Milano, l’IRCCS Casa del Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, l’IRCCS Bambino Gesù di Roma e il Prince of Wales Hospital di Sidney, grazie al Grant di Ricerca Internazionale con ISPAD, l’International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes. Inoltre la Fondazione ha cofinanziato il Centro di Prevenzione del Diabete di tipo 1 Fid- Innodia-San Raffaele, che permette a tutte le famiglie con persone con diabete di partecipare agli screening gratuitamente da casa loro.