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La guida pratica 2026 per insegnanti per accompagnare e supportare i bambini con diabete di tipo 1

Settembre è il mese delle ripartenze e, anche nel 2026, per tanti bambini e ragazzi significa soprattutto tornare a scuola.

Per chi vive con il diabete di tipo 1, l’inizio di un nuovo anno scolastico può voler dire anche dover raccontare di nuovo la propria quotidianità: a una nuova classe, a nuovi insegnanti o a chi passerà con loro molte ore della giornata.

Per questo è fondamentale che insegnanti e personale scolastico abbiano le informazioni necessarie per capire cos’è il diabete di tipo 1, come viene gestito e cosa fare in caso di necessità.

Abbiamo quindi preparato due guide dedicate alla scuola: una pensata per i bambini e una per i ragazzi più grandi. Possono essere scaricate, stampate oppure semplicemente condivise con insegnanti, educatori e con tutte le persone che si prendono cura di loro durante la giornata scolastica.

L’obiettivo è semplice: offrire una base di informazioni chiara, pratica e facilmente consultabile, per affrontare la quotidianità scolastica con maggiore consapevolezza e serenità.

Le domande possono essere tante, soprattutto all’inizio, ma informazione e conoscenza sono il primo passo per creare un ambiente in cui i bambini possano sentirsi accolti e al sicuro e i ragazzi più grandi possano vivere la scuola con maggiore autonomia e tranquillità.

Perché una scuola più preparata è anche una scuola più inclusiva, più sicura e più serena per tutti.

P.S. Nel documento è possibile inserire il logo e/o i contatti dell’Associazione locale di riferimento.

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Ad Ancona “Passi che contano”: screening e diagnosi precoce al centro del convegno conclusivo della Staffetta del Cuore

Domenica 6 settembre specialisti, pediatri, associazioni e istituzioni si confronteranno sullo screening degli autoanticorpi per il diabete di tipo 1 e la celiachia, previsto dalla Legge 130/2023.

Domenica 6 settembre 2026 Ancona ospiterà il convegno conclusivo della Staffetta del Cuore, l’iniziativa promossa da ASD Weloveinsulina Team, in collaborazione con Fondazione Italiana Diabete (FID), per sensibilizzare sull’importanza dello screening degli autoanticorpi del diabete di tipo 1 e della celiachia e sulla diagnosi precoce.

Qui trovi la locandina dell’evento

Consulta il programma completo e tutte le informazioni dell’evento.

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L’incontro sarà dedicato a un tema oggi centrale per la salute dei bambini e delle famiglie: la possibilità di individuare precocemente il rischio di sviluppare diabete di tipo 1 e celiachia attraverso lo screening, in linea con quanto previsto dalla Legge 130/2023.

La diagnosi precoce può infatti cambiare radicalmente il percorso della malattia. Identificare i bambini a rischio prima della comparsa dei sintomi più gravi significa ridurre la possibilità di un esordio in condizioni di emergenza, accompagnare le famiglie con maggiore consapevolezza e creare le condizioni per un intervento sempre più tempestivo.

Al convegno di Ancona sono attesi specialisti di rilievo nazionale, tra cui il dottor Valentino Cherubini, la dottoressa Raffaella Lionetti e il professor Emanuele Bosi. Interverranno inoltre rappresentanti delle istituzioni, pediatri di libera scelta — tra cui la dottoressa Cinzia Grassi, presidente della Fondazione Edoardo Carta — e rappresentanti di AFAID Marche, AIC Marche e Fondazione Italiana Diabete.

Il confronto tra clinici, pediatri, associazioni e istituzioni sarà l’occasione per approfondire il valore dello screening degli autoanticorpi, fare il punto sulle opportunità aperte dalla normativa italiana e rafforzare la conoscenza di strumenti che possono contribuire a evitare diagnosi tardive e situazioni potenzialmente molto gravi.

Il convegno rappresenterà il traguardo anche simbolico della Staffetta del Cuore 2026, che dal 4 al 6 settembre attraverserà tre regioni per circa 250 chilometri. Gli atleti partiranno in bicicletta da Bucine, in provincia di Arezzo, fino a Città di Castello, per poi proseguire di corsa attraverso Umbertide, Gubbio, Fabriano e Jesi, fino all’arrivo ad Ancona.

Lungo il percorso la Staffetta incontrerà famiglie, associazioni e realtà impegnate quotidianamente nel sostegno alle persone con patologie autoimmuni, trasformando ogni chilometro in un’occasione di informazione e sensibilizzazione.

Il progetto vede la partecipazione di AGD Umbria, AIC Umbria, AFAID Marche, AIC Marche, Fondazione Edoardo Carta, medici specialisti, pediatri di libera scelta e numerose istituzioni locali, oltre al supporto di Nencini Sport, UniCoop Firenze, Associazione Diabete Tipo 1 Lucca e Studio Dott. Viola.

Il messaggio della Staffetta del Cuore è chiaro: conoscere prima significa poter intervenire prima. Lo screening e la diagnosi precoce rappresentano strumenti fondamentali per costruire un futuro in cui sempre meno bambini e famiglie debbano affrontare un esordio traumatico della malattia.

È il significato racchiuso nel motto che accompagna la Staffetta: #maipiùanessuno.

Chi desidera sostenere il progetto può contribuire attraverso Rete del Dono oppure visitare il sito ufficiale www.lastaffettadelcuore.it e selezionare “Dona ora”.

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Evento Novità

La Staffetta del Cuore: di corsa e in bici dal 4 al 6 settembre per sensibilizzare sul diabete di tipo 1

Tre giorni e tre tappe da Bucine ad Ancona tra sport, sensibilizzazione e due incontri pubblici dedicati alla diagnosi precoce del diabete di tipo 1 e alla Legge 130/2023.

“La Staffetta del Cuore unisce persone, territori e istituzioni intorno a un obiettivo concreto: sostenere la ricerca per una cura definitiva e far conoscere il valore della diagnosi precoce del diabete di tipo 1”.

Dal 4 al 6 settembre 2026 si svolgerà La Staffetta del Cuore, l’iniziativa promossa da We Love Insulina con Fondazione Italiana Diabete, che attraverserà Toscana, Umbria e Marche da Bucine ad Ancona. Un percorso sportivo e solidale per sostenere la ricerca e accendere l’attenzione sulla diagnosi precoce del diabete di tipo 1 e della celiachia.

La staffetta partirà venerdì 4 settembre da Bucine, in provincia di Arezzo e raggiungerà Città di Castello in bicicletta. Sabato 5 settembre proseguirà di corsa da Città di Castello, passando per Umbertide e Gubbio, fino a Fabriano; domenica 6 settembre la tappa conclusiva porterà i partecipanti da Fabriano a Jesi e quindi ad Ancona, verso l’Adriatico, sempre correndo. Un itinerario capace di coinvolgere comunità locali, associazioni, istituzioni e persone che convivono ogni giorno con il diabete di tipo 1.

“Lo sport è un linguaggio immediato e universale: racconta la fatica, la determinazione e la forza della comunità del diabete di tipo 1”, dichiara Francesca Ulivi Direttore Generale e Comunicazione della fondazione. “Essere al fianco di We Love Insulina in questa iniziativa significa trasformare ogni chilometro in un’occasione per informare, coinvolgere e raccogliere risorse destinate alla ricerca. Oggi possiamo fare passi decisivi nella diagnosi precoce e nella prevenzione dell’esordio clinico del diabete di tipo 1; il traguardo che guida FID resta una cura definitiva.”

Accanto alla sfida sportiva, il programma prevede due momenti di approfondimento aperti al pubblico. Il primo si terrà venerdì 4 settembre alle ore 16.00 nella Sala Consiliare del Comune di Città di Castello, con il convegno “Passi che contano: la diagnosi precoce del diabete di tipo 1 e della celiachia”. Il secondo appuntamento è in programma domenica 6 settembre alle ore 16.30 ad Ancona, nella Sala Giovanni Paolo II della Domus Stella Maris, con l’incontro “Passi che contano: Italia prima al mondo con la legge di screening per il diabete di tipo 1 e la celiachia”.

L’Italia è infatti il primo Paese al mondo ad aver introdotto, con la Legge n. 130/2023, un programma nazionale di screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia. Una svolta storica che può consentire di individuare precocemente i bambini a rischio, ridurre le diagnosi in emergenza e accompagnare le famiglie in modo più tempestivo e consapevole.

La Staffetta del Cuore è realizzata con la partecipazione di associazioni e realtà del territorio, con il supporto di organizzazioni impegnate sul diabete di tipo 1 e con il patrocinio delle Regioni e degli enti locali attraversati dal percorso. È possibile sostenere l’iniziativa attraverso la raccolta fondi accessibile dal sito www.lastaffettadelcuore.it.  

La storia della Staffetta del Cuore affonda le sue radici nella vicenda di Plinio Ortolani. Nel luglio 2009, a soli 18 mesi, Plinio arrivò alla diagnosi di diabete di tipo 1 dopo giorni drammatici, segnati da sintomi non riconosciuti tempestivamente e da una grave chetoacidosi. Dopo tre arresti cardiaci e un edema cerebrale, riuscì a salvarsi, ma riportò conseguenze cognitive, visive e motorie permanenti. Da quella esperienza la famiglia Ortolani scelse di trasformare il dolore in impegno, perché quanto accaduto a Plinio non dovesse accadere ad altri bambini. Attorno a lui cominciarono a correre amici, podisti e associazioni da tutta Italia, raccogliendo fondi e facendo conoscere i segnali d’esordio del diabete di tipo 1. Da quel primo movimento è cresciuta nel tempo We Love Insulina: una comunità che attraverso lo sport porta avanti un messaggio di consapevolezza, diagnosi precoce, sostegno alla ricerca e vicinanza alle famiglie. La Staffetta del Cuore raccoglie oggi quell’eredità e la porta sulle strade d’Italia, chilometro dopo chilometro, con una promessa che ne riassume il senso più profondo: “Mai più a nessuno”.

Per informazioni sull’evento e per sostenere la raccolta fondi:

www.lastaffettadelcuore.it


www.retedeldono.it/progetto/la-staffetta-del-cuore
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Evento Novità

Un’estate per la ricerca: ecco il calendario degli eventi estivi tra cultura, sport e solidarietà

Ecco gli appuntamenti dell’estate per sensibilizzare e raccogliere fondi a sostegno della ricerca di una cura definitiva per il diabete di tipo 1.

Milano, 5 agosto 2026 – Entra nel vivo la stagione estiva degli eventi promossi ed offerti dalla Fondazione Italiana Diabete (FID). Un ricco programma itinerante che attraverserà diverse regioni d’Italia per coniugare spettacolo, attività sportiva, convivialità e informazione scientifica, con un unico grande obiettivo: finanziare la ricerca scientifica e sensibilizzare la cittadinanza sul diabete di tipo 1.

«Gli appuntamenti estivi rappresentano per la nostra Fondazione un’occasione fondamentale di incontro e dialogo con i cittadini. La ricerca sulla cura definitiva del diabete di tipo 1 necessita del sostegno continuo di tutti: trasformare momenti di festa, sport e cultura in opportunità di informazione e dialogo ci permette di stare vicini ai territori e portare avanti con decisione le nostre battaglie per la cura definitiva.»

Nicola Zeni, Presidente Fondazione Italiana Diabete (FID)

IL CALENDARIO

  • 5 AGOSTO 2026 | dalle ore 21:00 – Torre di Bene, Orsogna (CH)

Teatro: “Raccontami il finale… va in scena”

È la trasposizione teatrale di alcuni passi del romanzo “Raccontami il finale” di Mariella Montefusco, Responsabile della Delegazione Abruzzo e Molise di FID. Una serata di teatro e cultura inserita nella suggestiva cornice di Torre di Bene a Orsogna per dare voce al racconto e alla solidarietà.

 

  • 9 AGOSTO 2026 | dalle ore 19:00 – Leporano (TA)

AperiFID – Puglia Summer 2026

Un aperitivo solidale per incontrarsi, condividere i progetti della Fondazione e finanziare la ricerca in un’atmosfera estiva e divertente, organizzato dalla Delegazione Pugliese di FID.

 

  • 12 AGOSTO 2026 | dalle ore 21:00 – Trinitapoli (BAT)

Calcio: “Sfida per la cura”

I valori dello sport al servizio della ricerca scientifica: una partita di calcio, ormai appuntamento fisso in Puglia, per raccogliere fondi e sensibilizzare il pubblico giovanile e le famiglie.

 

  • 4, 5 e 6 SETTEMBRE 2026 – Toscana, Umbria e Marche

Bici, Corsa e Convegni: La Staffetta del Cuore

L’ASD WeLoveInsulina insieme a FID ha organizzato tre giorni itineranti di sport e approfondimento scientifico: la staffetta partirà da Bucine (AR) fino ad Ancona, attraversando l’Umbria, passandosi il testimone ad ogni tappa per sensibilizzare su diabete di tipo 1 e l’importanza della diagnosi precoce attraverso gli screening. Sono previsti due convegni con importanti esperti di diabete di tipo 1: il 4 settembre a Città di Castello alle ore 16.00 si terrà il convegno dal titolo “passi che contano: la diagnosi precoce del diabete di tipo 1 e della celiachia”, mentre il 6 settembre ad Ancona alle ore 16.30 il convegno dal titolo “Passi che contano: Italia prima al mondo con la legge di screening per il diabete di tipo 1 e celiachia”

 

  • 10 SETTEMBRE 2026 | dalle ore 20:30 – Mestrino (PD)

Charity Dinner: “Cena con(tro) il diabete”

Una speciale cena per fare il punto sui traguardi della ricerca insieme a ricercatori e testimonianze, e sostenere la ricerca di una cura definitiva al diabete di tipo 1.  

 

  • 26 SETTEMBRE 2026 | Verona

DIABETHON JUNIOR

A concludere il periodo estivo, il 26 Settembre Fondazione Italiana Diabete arriva a Verona con Il Diabethon Junior, un evento dedicato a bambini e ragazzi con diabete di tipo 1 e alle loro famiglie.

Grazie al supporto del Centro Regionale di Diabetologia Pediatrica dell’Ospedale di Verona, i bambini, ragazzi e anche i genitori potranno partecipare a sessioni formative tra cui il corso di conta dei carboidrati, sedute di gruppo con le psicologhe, yoga e arteterapia ma anche sottoporre tutte le domande agli esperti, medici e ricercatori che saranno presenti.

A chiudere la giornata si terrà un convegno sul tema dei trapianti di cellule e un approfondimento su immunoterapie e screening del diabete di tipo 1. Durante l’evento sarà possibile effettuare lo screening del diabete di tipo 1 a bambini e ragazzi fino a 18, su prenotazione.

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Cristina Cucchiarelli: esperienza, formazione e impegno al fianco di FID

Quante altre persone stanno rinunciando ai propri sogni per lo stesso motivo?

La storia di Cristina Cucchiarelli parla di movimento, conoscenza e trasformazione. È il percorso di una giovane donna che ha dovuto rivedere il proprio rapporto con la danza dopo la diagnosi di diabete di tipo 1 e che, negli anni, ha scelto di mettere la propria esperienza e la propria formazione al servizio degli altri.

Oggi Cristina è trainer, nutrizionista e volontaria di Fondazione Italiana Diabete. Collabora alle iniziative dedicate allo sport, affiancando persone e atleti che convivono con il diabete di tipo 1 e contribuendo a diffondere una cultura dell’attività fisica fondata sull’ascolto, sulla preparazione e sulla consapevolezza.

Una vita costruita intorno alla danza

A 17 anni Cristina viveva all’estero e la danza rappresentava il centro della sua quotidianità. Allenamenti, disciplina e progetti professionali scandivano le giornate, fino a quando il suo corpo cominciò a mandare segnali sempre più difficili da ignorare.

Sete continua, stanchezza crescente e una maggiore difficoltà nel sostenere esercizi che fino a poco tempo prima facevano parte della sua routine. Per mesi non arrivò una spiegazione chiara. I sintomi vennero inizialmente attribuiti allo stress, ma Cristina sentiva che stava accadendo qualcosa di diverso.

La diagnosi di diabete di tipo 1 arrivò in un momento di profondo disorientamento. Da una parte rappresentò l’inizio di una condizione complessa da gestire; dall’altra diede finalmente un nome a ciò che stava vivendo.

Come racconta Cristina, il primo sentimento fu quasi di sollievo: finalmente c’era una risposta.

La diagnosi e il difficile equilibrio tra diabete e attività fisica

Ricevere una diagnosi, però, non significa conoscere immediatamente tutte le strategie necessarie per convivere con il diabete di tipo 1.

Cristina continuò ad allenarsi e cercò di proseguire il proprio percorso professionale. Si trasferì prima a Roma e poi in Slovenia, determinata a non rinunciare alla danza. Con l’aumentare dell’intensità degli allenamenti, tuttavia, la gestione glicemica diventò sempre più impegnativa.

Il diabete di tipo 1 richiede infatti un’attenzione continua a numerose variabili. Insulina, alimentazione, intensità e durata dell’esercizio, stress, sonno e condizioni individuali possono contribuire a determinare risposte differenti.

In quel periodo, Cristina non disponeva ancora delle conoscenze e degli strumenti che avrebbe acquisito successivamente. A un certo punto dovette prendere la decisione più difficile: interrompere la carriera professionale.

Non fu soltanto una rinuncia sportiva. Quando un’attività definisce per anni l’identità, i progetti e il modo di immaginare il futuro, fermarsi può significare perdere temporaneamente anche una parte di sé.

Una domanda che cambia la direzione del percorso

Dopo l’interruzione della carriera, Cristina attraversò un periodo di forte difficoltà personale. Da quella crisi, però, nacque una domanda destinata a cambiare il suo cammino:

Quante altre persone stanno rinunciando ai propri sogni per lo stesso motivo?

Cristina decise che la sua esperienza non sarebbe rimasta soltanto una storia di perdita. Cominciò a studiare Scienze motorie e, successivamente, Nutrizione clinica. Approfondì fisiologia, biomeccanica e metabolismo, cercando di comprendere meglio il rapporto tra organismo, attività fisica e gestione del diabete.

Alla formazione accademica affiancò l’osservazione diretta. Allenamenti, dati glicemici, risposte individuali, tentativi, errori e adattamenti diventarono parte di un percorso di ricerca personale e professionale.

La scoperta più importante fu che non esiste una sola risposta valida per tutti.

Il Metodo Pronking: osservare prima di intervenire

Da questo percorso è nato il Metodo Pronking, un approccio sviluppato da Cristina per rendere il movimento più accessibile e sostenibile alle persone con diabete, tenendo conto delle caratteristiche individuali.

L’attività fisica, infatti, non può essere valutata isolatamente. La risposta glicemica può variare in base al tipo di esercizio, alla sua intensità, alla durata, all’insulina attiva, all’alimentazione e a numerosi altri fattori.

Nel lavoro di Cristina trovano spazio anche elementi talvolta sottovalutati, come il sonno, lo stress, le emozioni e le abitudini quotidiane.

L’obiettivo non è fornire una formula universale né sostituire le indicazioni del diabetologo e del team sanitario. Il punto di partenza è aiutare la persona a osservare il proprio corpo, comprendere le variabili in gioco e costruire una maggiore consapevolezza.

Ogni programma di attività fisica deve essere personalizzato e condiviso con i professionisti sanitari di riferimento, soprattutto quando sono necessari adattamenti della terapia insulinica o dell’alimentazione.

Lo sport come strumento educativo

Per Cristina, lo sport non è soltanto prestazione. È soprattutto uno strumento educativo.

Allenarsi con il diabete di tipo 1 significa imparare a raccogliere informazioni, valutare ciò che sta accadendo e modificare le proprie decisioni quando necessario. Richiede preparazione, ma può anche favorire una conoscenza più profonda del proprio corpo.

«Lo sport mi ha insegnato a osservare, a capire e ad adattarmi», racconta Cristina.

Questa capacità non riguarda soltanto l’esercizio. Può diventare un modo di affrontare la quotidianità, sostituendo la paura dell’imprevisto con una maggiore capacità di lettura e di risposta.

Parlare di possibilità, in questo contesto, non significa sostenere che ogni traguardo debba essere raggiunto a qualunque costo. Significa non escludersi prima di aver valutato, insieme ai professionisti competenti, quali condizioni possano rendere un’attività sicura e sostenibile.

L’impegno di Cristina al fianco di Fondazione Italiana Diabete

Oggi Cristina mette la propria esperienza e la propria formazione anche al servizio di Fondazione Italiana Diabete.

Come volontaria e formatrice, contribuisce alle attività dedicate al rapporto tra sport e diabete di tipo 1. Ha collaborato con FID anche alla realizzazione di contenuti informativi rivolti ad allenatori e allenatrici, con l’obiettivo di promuovere ambienti sportivi più preparati, accoglienti e consapevoli.

Il suo lavoro coinvolge inoltre runner e atleti che partecipano a iniziative solidali per sostenere la ricerca. Persone che, attraverso lo sport, trasformano il proprio impegno personale in un gesto collettivo.

Prepararsi per una gara significa affrontare allenamenti, carichi progressivi, variazioni della routine e sforzi prolungati. Per chi convive con il diabete di tipo 1, tutto questo richiede una pianificazione attenta e una conoscenza approfondita delle proprie risposte.

L’esperienza di Cristina aiuta gli atleti a considerare la gestione del diabete come parte integrante della preparazione, senza nascondere le difficoltà e senza ridurre la persona alla sua diagnosi.

Lo sport per sostenere la ricerca

L’incontro tra sport e solidarietà rappresenta uno dei modi attraverso i quali la comunità di FID sostiene la ricerca scientifica.

Ogni allenamento, iniziativa o competizione può diventare un’occasione per sensibilizzare, raccogliere fondi e far conoscere il diabete di tipo 1. Dietro ogni atleta del Team FID ci sono una storia personale, una rete di sostenitori e un obiettivo condiviso: contribuire ad avvicinare la ricerca a una cura definitiva.

La missione di Fondazione Italiana Diabete è sostenere e accelerare la ricerca sul diabete di tipo 1, coinvolgendo persone, famiglie, volontari, ricercatori e comunità.

L’impegno di Cristina si inserisce in questo percorso. La gestione consapevole dell’attività fisica può migliorare il presente; il sostegno alla ricerca può contribuire a cambiare il futuro.

Non rinunciare prima di cominciare

La storia di Cristina non propone una narrazione priva di difficoltà. Al contrario, racconta il dolore di una carriera interrotta, la necessità di ricostruirsi e il lungo lavoro richiesto per trasformare un’esperienza personale in una competenza utile anche agli altri.

È proprio questa complessità a rendere il suo percorso significativo.

Convivere con il diabete di tipo 1 può richiedere adattamenti, preparazione e scelte quotidiane impegnative. Ma una diagnosi non dovrebbe tradursi automaticamente nell’esclusione da ogni progetto.

Per Cristina, oggi, la parola “possibilità” non significa riuscire sempre. Significa conservare la libertà di informarsi, prepararsi e provare, senza considerarsi sconfitti prima di iniziare.

La sua esperienza, la sua formazione e il suo impegno al fianco di FID mostrano come una storia personale possa trasformarsi in ascolto, condivisione e partecipazione. E come il movimento possa diventare non soltanto un’attività fisica, ma uno strumento per ritrovare fiducia, costruire comunità e sostenere la ricerca.

La storia di Cristina Cucchiarelli e il suo impegno al fianco di Fondazione Italiana Diabete sono stati recentemente menzionati anche da Vanity Fair Italia. 

Domande frequenti

Chi è Cristina Cucchiarelli?

Cristina Cucchiarelli è una trainer, nutrizionista ed ex ballerina professionista che convive con il diabete di tipo 1. È inoltre volontaria di Fondazione Italiana Diabete e si occupa di formazione sul rapporto tra attività fisica, ascolto del corpo e gestione della glicemia.

Che cos’è il Metodo Pronking?

Il Metodo Pronking è un approccio sviluppato da Cristina Cucchiarelli attraverso la formazione e l’esperienza sul campo. Considera l’esercizio insieme a fattori individuali quali gestione glicemica, alimentazione, sonno, stress, emozioni e abitudini quotidiane.

Il Metodo Pronking non sostituisce le indicazioni del team diabetologico.

Chi ha il diabete di tipo 1 può praticare sport?

Sì. L’attività deve essere affrontata con una preparazione adeguata e personalizzata in base alla terapia, al tipo di esercizio e alle risposte individuali.

È importante confrontarsi con il proprio diabetologo o con il team sanitario prima di iniziare o modificare un programma di allenamento.

Perché l’attività fisica può modificare la glicemia?

La risposta glicemica può variare in funzione dell’intensità e della durata dell’esercizio, dell’insulina attiva, dell’alimentazione, dello stress e di altre variabili personali.

Per questo è importante osservare le proprie risposte e definire strategie individuali con il team diabetologico.

Qual è l’obiettivo di Fondazione Italiana Diabete?

Fondazione Italiana Diabete sostiene e accelera la ricerca scientifica con l’obiettivo di arrivare a una cura definitiva del diabete di tipo 1.

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La ricerca non si ferma: continua la partnership tra Fondazione Italiana Diabete e FRÍO Italia

Nel percorso verso una cura definitiva per il diabete di tipo 1, ogni alleanza rappresenta un passo fondamentale. È per questo che in Fondazione Italiana Diabete ETS siamo davvero felici di annunciarvi il rinnovo di una collaborazione speciale, nata dalla sinergia con una realtà che da ben 20 anni si impegna al fianco di chi convive quotidianamente con questa patologia: FRÍO Italia.

Dopo il grande successo dello scorso anno, FRÍO Italia ha scelto di rilanciare anche per tutto il 2026 un’importante iniziativa solidale che mette al centro il nostro Glucofid, l’integratore di glucosio da noi sviluppato per la gestione corretta e tempestiva delle ipoglicemie.

Come funziona l’iniziativa

A partire dal 15 maggio 2026, per tutti gli ordini effettuati sul sito ufficiale di FRÍO Italia i clienti riceveranno in omaggio due stick di Glucofid.

Cosa rende questo omaggio così importante? Le risorse che FRÍO Italia ha deciso di investire per regalare queste confezioni ai propri clienti vengono interamente devolute a Fondazione Italiana Diabete ETS, andando a finanziare direttamente i progetti di ricerca scientifica per la cura del diabete di tipo 1.

Un’iniziativa che il Direttore Generale di FRÍO Italia, Niccolò Gusso, ha commentato con parole che ci toccano da vicino:

“Crediamo che il nostro lavoro sia molto più che vendere i nostri astucci: vogliamo creare valore per le persone con diabete […] e siamo profondamente convinti che dare il nostro contributo alla ricerca ad una cura definitiva al diabete di tipo 1 sia parte integrante della nostra vocazione. Offrire ai nostri clienti Glucofid, insieme ai nostri astucci, significa offrire un aiuto concreto per la gestione e la convivenza con il diabete di tipo 1, è una partnership naturale di cui sono particolarmente felice.”

Cos’è Glucofid e perché fa la differenza

Glucofid non è un semplice integratore, ma un prodotto nato “da chi conosce il diabete, per chi vive con il diabete”. È stato formulato sotto la stretta supervisione del nostro Comitato Scientifico FID proprio per rispondere in modo sicuro ed efficace alle esigenze di adulti e bambini nel trattamento dell’ipoglicemia.

I suoi punti di forza scientifici e pratici:

  • Azione ultrarapida: È a base di D-Glucosio, il monosaccaride che l’organismo assorbe più velocemente rispetto ad altri zuccheri (come il saccarosio), garantendo un rialzo glicemico rapido e stabile.
  • Formulazione studiata: È arricchito con Vitamine B1, B6 e D, ed è privo di glutine e lattosio. Inoltre, l’aroma di agrumi combinato alla Vitamina B6 aiuta a contrastare la sensazione di nausea, un effetto collaterale tipico quando si devono assumere zuccheri in modo ripetuto.
  • Praticità d’uso: Confezionato in bustine monodose da 7,5 grammi di carboidrati (CHO) a rapido assorbimento, è leggero, poco ingombrante e ideale da portare sempre con sé (ottimo anche come fonte di energia ultrarapida durante lo sport). È disponibile anche in dosi pediatriche.

Un immenso grazie a FRÍO Italia per aver voluto celebrare i suoi vent’anni di attività mettendosi di nuovo al nostro fianco, e grazie a tutti voi che, con i vostri ordini, diventerete parte attiva di questo grande cambiamento.

Insieme, possiamo trovare una cura!

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Osservatorio nazionale diabete tipo 1 e celiachia: il TAR Lazio accoglie il ricorso della Fondazione Italiana Diabete

Annullata la nomina del rappresentante della Società Italiana di Diabetologia nella quota riservata dalla legge ad associazioni di pazienti e fondazioni operanti in materia

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, con sentenza pubblicata il 17 aprile 2026, ha accolto il ricorso presentato dalla Fondazione Italiana Diabete ETS contro il Decreto del Ministero della Salute del 26 settembre 2024, con cui è stato istituito l’Osservatorio nazionale sul diabete di tipo 1 e sulla celiachia: il TAR ha annullato il provvedimento nella parte in cui indicava la Presidente della Società Italiana di Diabetologia e delle Malattie del Metabolismo (SID), tra i componenti dell’Osservatorio, all’interno della quota riservata dalla legge alle “associazioni maggiormente rappresentative delle persone affette da diabete di tipo 1 e da celiachia e dei loro familiari” e alle “fondazioni di rilevanza nazionale operanti in materia, anche in attuazione del titolo VII del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117”.

Nel motivare la decisione, il Collegio ha richiamato il dato letterale della norma, osservando che la SID, in quanto società scientifica composta da medici e personale sanitario con finalità di ricerca, non rientra né tra le associazioni rappresentative dei pazienti e dei loro familiari, né tra le fondazioni previste dalla legge. Il Tribunale ha inoltre ribadito che, in presenza di un dato normativo chiaro e univoco, non si può ricorrere a un’interpretazione funzionale, che ne estenda la portata oltre i soggetti espressamente indicati dal legislatore. Del resto, la classe medica è, ovviamente, già rappresentata nell’Osservatorio in virtù di quanto previsto dalla stessa legge istitutiva, che le riserva una specifica componente.

“Questa sentenza ristabilisce un principio di grande importanza – dichiara Nicola Zeni, Presidente della Fondazione Italiana Diabete –: nel campo della salute in generale, e nel diabete in particolare, il ruolo delle persone e delle famiglie che vivono la malattia e del Terzo settore che le rappresenta non può più essere messo in discussione. Del resto, il legislatore aveva indicato con chiarezza quali enti, all’interno dell’Osservatorio, fossero chiamati a rappresentare le persone che convivono quotidianamente con il diabete. Accogliamo dunque con soddisfazione la decisione del TAR, che riafferma la centralità delle associazioni e delle fondazioni dei pazienti impegnate nel vasto campo della ricerca e dell’assistenza a favore delle persone con diabete, e ribadiamo un concetto semplice: niente su di noi, senza di noi. Le persone con patologia devono essere coinvolte in qualunque processo o decisione le riguardi. Anche se l’Osservatorio non può ancora operare in quanto dovrà attendere almeno un anno dall’entrata in vigore del decreto attuativo per poter analizzare i primi dati disponibili, auspichiamo che anche questo tassello contribuisca a velocizzare l’iter di implementazione della Legge 130”.

Guarda il video completo in cui il Presidente di FID Nicola Zeni spiega quel che è accaduto e la sentenza

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Fondazione Italiana Diabete e FIGC insieme per la ricerca di una cura al diabete di tipo 1

Durante il match Italia-Irlanda del Nord, lo spot con Massimo Ambrosini e Leonardo Bonucci che inviteranno a donare tramite SMS solidale al 45594 o sul sito fondazionediabete.org

 

Questa sera c’è un motivo in più per guardare gli Azzurri affrontare l’Irlanda del Nord a Bergamo nella semifinale play-off delle qualificazioni ai Mondiali 2026: la Federazione Italiana Giuoco Calcio sarà al fianco della Fondazione Italiana Diabete (FID) per sostenere una grande iniziativa di sensibilizzazione. Durante la partita sarà, infatti, trasmesso lo spot “Scendi in campo per la cura del diabete tipo 1”, che vede come testimonial d’eccezione Massimo Ambrosini e Leonardo Bonucci. I due campioni inviteranno tifosi e appassionati a sostenere concretamente la ricerca, contribuendo con una donazione tramite SMS solidale al numero 45594 oppure attraverso il sito fondazionediabete.org.

La campagna ha ottenuto il supporto di RAI per la Sostenibilità ESG attraverso i canali di RAI Sport.

 

 

“L’unico modo per vincere la partita contro il diabete di tipo 1 è giocare tutti nella stessa squadra”, dichiara Nicola Zeni, Presidente della Fondazione Italiana Diabete. “Questa iniziativa rappresenta un’opportunità straordinaria per portare l’attenzione del grande pubblico su una malattia ancora troppo poco conosciuta e per sostenere concretamente la ricerca scientifica. Grazie al supporto della FIGC e alla visibilità della Nazionale, possiamo coinvolgere milioni di persone in una sfida fondamentale: trovare una cura definitiva per il diabete di tipo 1. Ogni contributo può fare la differenza”.

 

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, cronica e degenerativa per la quale, ad oggi, non esistono strumenti di prevenzione né una cura definitiva. In circa la metà dei casi si manifesta in età pediatrica o adolescenziale.

In Italia sono circa 250.000 le persone che convivono con questa patologia, costrette a sottoporsi quotidianamente alla somministrazione di insulina e a una gestione complessa della malattia. L’insulina, infatti, rappresenta una terapia salvavita ma non una cura, e non elimina il rischio di crisi ipoglicemiche nel breve periodo né quello di gravi complicanze nel lungo termine.

 

La Fondazione Italiana Diabete ETS è il principale ente in Italia impegnato nel finanziamento della ricerca scientifica per arrivare a una cura definitiva del diabete di tipo 1.

In 16 anni di attività, FID ha sostenuto circa 50 progetti di ricerca a livello internazionale, per un investimento complessivo di quasi 2,5 milioni di euro. A partire dal 2026, la Fondazione è inoltre l’unico ente italiano a finanziare un consorzio europeo dedicato alle terapie cellulari, una delle frontiere più promettenti nella lotta alla malattia.

Parallelamente, FID è attiva sul fronte dell’advocacy istituzionale e ha promosso la Legge 130/2023, che introduce lo screening per il diabete di tipo 1 e la celiachia nei bambini.

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Fondazione Italiana Diabete lancia Glucofid

Glucofid: Fondazione Italiana Diabete lancia il primo integratore alimentare di glucosio che finanzia la ricerca di una cura al diabete di tipo 1

FID è lieta di presentare Glucofid, il primo integratore alimentare a base di glucosio, necessario alle persone con diabete di tipo 1 per il rapido recupero dall’ipoglicemia.

Fondazione Italiana Diabete destina tutti gli utili delle vendite di Glucofid al finanziamento della ricerca scientifica.

Quando la glicemia, a causa di fattori diversi, scende sotto il minimo consentito di 70 mg/dl (ipoglicemia), il rischio per le persone con diabete di tipo 1 è la perdita dei sensi e il coma. Per questo è necessario agire rapidamente per ristabilire i livelli corretti di glucosio nel sangue. Glucofid serve a questo, con la differenza, rispetto agli altri integratori in commercio, che tutto il ricavato viene reinvestito da FID nella ricerca di una cura definitiva al diabete di tipo 1, la cui causa è tuttora ignota.

L’integratore alimentare* è formulato per venire incontro alle effettive esigenze delle persone con diabete di tipo 1, ed è stato sviluppato da FID sotto la supervisione del proprio Comitato Scientifico con l’obiettivo di creare un integratore di glucosio sicuro ed efficace nel trattamento dell’ipoglicemia.

Glucofid è una soluzione a base di D-Glucosio, il monosaccaride che viene assorbito più rapidamente rispetto ad altri zuccheri come il saccarosio, consentendo un rialzo glicemico più veloce e stabile. L’integratore è addizionato di Vitamine B6, B1 e D e non contiene glutine né lattosio.

L’aroma di agrumi e la presenza di Vitamina B6 contribuiscono a contrastare la nausea, un effetto collaterale spesso associato all’assunzione ripetuta di zuccheri.

Disponibile anche in dosi pediatriche, è confezionato in pratiche bustine monodose, leggere e poco ingombranti, da portare sempre con sé. 

Oltre a fornire un rapido recupero dalle ipoglicemie, Glucofid rappresenta un’ottima fonte di energia ultrarapida da utilizzare durante le prestazioni sportive intense.

 

 

“Con il lancio di Glucofid, Fondazione Italiana Diabete riafferma il proprio impegno nella ricerca di una cura definitiva per il diabete di tipo 1,” – dichiara Nicola Zeni, Presidente della Fondazione Italiana Diabete ETS- “Condividendo le difficoltà della comunità delle persone con diabete di tipo 1, abbiamo realizzato un prodotto che rispondesse alle loro effettive esigenze. Acquistando Glucofid, non solo si sceglie un integratore sicuro ed efficace nel trattamento dell’ipoglicemia, ma si contribuisce direttamente al finanziamento della ricerca, supportando la nostra missione, che è quella di eradicare il diabete di tipo 1. Tutti gli utili delle vendite di Glucofid sostengono, infatti, direttamente la ricerca.”

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Novità Raccolta Fondi

FID scende in piazza per la Giornata Mondiale del Diabete

In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, il 16 e 17 novembre FID scende nelle principali piazze italiane per sensibilizzare sul diabete di tipo 1 e raccogliere fondi per la ricerca di una cura definitiva. 

Oltre 400 volontari porteranno nelle piazze i colori della Fondazione, raccontando alla popolazione cos’è il diabete di tipo 1 e spiegando l’importanza di supportare la ricerca scientifica per trovare una cura.

Di seguito l’elenco delle postazioni organizzare per l’occasione, trova quella più vicino e vieni a trovarci!

ABRUZZO                      

PESCOCOSTANZO – Piazza Municipio  16-17 NOVEMBRE

CALABRIA 

CATANZARO – Centro commerciale Parco “Le Fontane” 16-17 NOVEMBRE

CAMPANIA 

NAPOLI – Piazza Municipio  16-17 NOVEMBRE

CASERTA – Centro Commerciale Campania   16-17 NOVEMBRE

EMILIA ROMAGNA       

COMACCHIO – San Giuseppe di Comacchio  16-17 NOVEMBRE

MONTECCHIO – Centro Commerciale Eurosia   16 e 17 NOVEMBRE

FRIULI 

TOLMEZZO – Piazza XX settembre   2-3 NOVEMBRE

CODROIPO – Piazza Garibaldi 23-24 NOVEMBRE

UDINE – Piazzetta Belloni 16-17 NOVEMBRE

PORDENONE – Centro Commerciale Granfiume Gran Shopping  9-10 NOVEMBRE

PORDENONE  – Piazza San Marco  1 DICEMBRE

LAZIO 

ROMA – Piazza del Popolo 16-17 NOVEMBRE

LIGURIA

LA SPEZIA – Largo Cafferata 16-17 NOVEMBRE

LOMBARDIA

MILANO – Piazza San Babila 16-17 NOVEMBRE

PRATA CAMPORTACCIO – Mercatini 17 NOVEMBRE

COMO – Piazza Grimoldi 16-17 NOVEMBRE

MARCHE

ASCOLI PICENO  – Piazza del Popolo 16-17 NOVEMBRE

ASCOLI PICENO – Centro commerciale Gabrielli 17 NOVEMBRE

JESI – Chiesa di Via Piadelmedico  24 NOVEMBRE

PIEMONTE 

TORINO – Portici di Via Roma 16-17 NOVEMBRE

OVADA – Via Cairoli fronte parco 16 NOVEMBRE

OVADA – presso Ospedale Civile 17 NOVEMBRE

PUGLIA

GALATONE – Piazza Sant’Antonio 16-17 NOVEMBRE

 MASSAFRA – Piazza Sacro Cuore di Gesù 17 NOVEMBRE

SARDEGNA

SIURGUS DONIGALA  – Centro storico  17 NOVEMBRE

LANUSEI – Piazza Vittorio Emanuele  16-17 NOVEMBRE

ONIFAI  – Largo San Giorgio  30 NOVEMBRE E 1 DICEMBRE

IRGOLI – Piazza San Giuseppe 16-17 NOVEMBRE MATTINA

 LOCULI – Piazza San Pietro 23-24 NOVEMBRE MATTINA

GALTELLI – Via Nazionale 7 DICEMBRE MATTINA

GALTELLI – Piazza Santissimo Crocifisso 8 DICEMBRE MATTINA

IGLESIAS  08 NOVEMBRE

SASSARI – Piazza d’Italia 16-17 NOVEMBRE

OLBIA – Centro Commerciali Obliamare 14 NOVEMBRE

GERGEI – Via Marconi, 65  16-17 NOVEMBRE

 NURRI – Corso Italia 16-17 NOVEMBRE

MANDAS – Presso scuola primaria 16 NOVEMBRE

LUNAMATRONA -Istituto  comprensivo Villamar 14 NOVEMBRE

SICILIA 

CATANIA – Piazza Stesicoro 16-17 NOVEMBRE

PALERMO  7-8 DICEMBRE

TOSCANA

MONTEPULCIANO – Piazza Sant’Agnese 16-17 NOVEMBRE

TRENTINO-ALTO ADIGE

BOLZANO Ospedale 18 NOVEMBRE 

TRENTO – Piazza Mario Pasi 16 NOVEMBRE

UMBRIA

PERUGIA – Piazza Matteotti 30 NOVEMBRE – 1 DICEMBRE 

VALLE D’AOSTA

AOSTA – Ipermercato Gros Cidac  23-24 NOVEMBRE

AOSTA – Place des Frachises 16-17 NOVEMBRE Pomeriggio

VENETO

VICENZA – Contrà Cavour angolo Corso Palladio 16-17 NOVEMBRE

BASSANO – Piazza Libertà  9-10  NOVEMBRE

MESTRE – Piazza Ferretto 17 NOVEMBRE