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Un’estate per la ricerca: ecco il calendario degli eventi estivi tra cultura, sport e solidarietà

Ecco gli appuntamenti dell’estate per sensibilizzare e raccogliere fondi a sostegno della ricerca di una cura definitiva per il diabete di tipo 1.

Milano, 5 agosto 2026 – Entra nel vivo la stagione estiva degli eventi promossi ed offerti dalla Fondazione Italiana Diabete (FID). Un ricco programma itinerante che attraverserà diverse regioni d’Italia per coniugare spettacolo, attività sportiva, convivialità e informazione scientifica, con un unico grande obiettivo: finanziare la ricerca scientifica e sensibilizzare la cittadinanza sul diabete di tipo 1.

«Gli appuntamenti estivi rappresentano per la nostra Fondazione un’occasione fondamentale di incontro e dialogo con i cittadini. La ricerca sulla cura definitiva del diabete di tipo 1 necessita del sostegno continuo di tutti: trasformare momenti di festa, sport e cultura in opportunità di informazione e dialogo ci permette di stare vicini ai territori e portare avanti con decisione le nostre battaglie per la cura definitiva.»

Nicola Zeni, Presidente Fondazione Italiana Diabete (FID)

IL CALENDARIO

  • 5 AGOSTO 2026 | dalle ore 21:00 – Torre di Bene, Orsogna (CH)

Teatro: “Raccontami il finale… va in scena”

È la trasposizione teatrale di alcuni passi del romanzo “Raccontami il finale” di Mariella Montefusco, Responsabile della Delegazione Abruzzo e Molise di FID. Una serata di teatro e cultura inserita nella suggestiva cornice di Torre di Bene a Orsogna per dare voce al racconto e alla solidarietà.

 

  • 9 AGOSTO 2026 | dalle ore 19:00 – Leporano (TA)

AperiFID – Puglia Summer 2026

Un aperitivo solidale per incontrarsi, condividere i progetti della Fondazione e finanziare la ricerca in un’atmosfera estiva e divertente, organizzato dalla Delegazione Pugliese di FID.

 

  • 12 AGOSTO 2026 | dalle ore 21:00 – Trinitapoli (BAT)

Calcio: “Sfida per la cura”

I valori dello sport al servizio della ricerca scientifica: una partita di calcio, ormai appuntamento fisso in Puglia, per raccogliere fondi e sensibilizzare il pubblico giovanile e le famiglie.

 

  • 4, 5 e 6 SETTEMBRE 2026 – Toscana, Umbria e Marche

Bici, Corsa e Convegni: La Staffetta del Cuore

L’ASD WeLoveInsulina insieme a FID ha organizzato tre giorni itineranti di sport e approfondimento scientifico: la staffetta partirà da Bucine (AR) fino ad Ancona, attraversando l’Umbria, passandosi il testimone ad ogni tappa per sensibilizzare su diabete di tipo 1 e l’importanza della diagnosi precoce attraverso gli screening. Sono previsti due convegni con importanti esperti di diabete di tipo 1: il 4 settembre a Città di Castello alle ore 16.00 si terrà il convegno dal titolo “passi che contano: la diagnosi precoce del diabete di tipo 1 e della celiachia”, mentre il 6 settembre ad Ancona alle ore 16.30 il convegno dal titolo “Passi che contano: Italia prima al mondo con la legge di screening per il diabete di tipo 1 e celiachia”

 

  • 10 SETTEMBRE 2026 | dalle ore 20:30 – Mestrino (PD)

Charity Dinner: “Cena con(tro) il diabete”

Una speciale cena per fare il punto sui traguardi della ricerca insieme a ricercatori e testimonianze, e sostenere la ricerca di una cura definitiva al diabete di tipo 1.  

 

  • 26 SETTEMBRE 2026 | Verona

DIABETHON JUNIOR

A concludere il periodo estivo, il 26 Settembre Fondazione Italiana Diabete arriva a Verona con Il Diabethon Junior, un evento dedicato a bambini e ragazzi con diabete di tipo 1 e alle loro famiglie.

Grazie al supporto del Centro Regionale di Diabetologia Pediatrica dell’Ospedale di Verona, i bambini, ragazzi e anche i genitori potranno partecipare a sessioni formative tra cui il corso di conta dei carboidrati, sedute di gruppo con le psicologhe, yoga e arteterapia ma anche sottoporre tutte le domande agli esperti, medici e ricercatori che saranno presenti.

A chiudere la giornata si terrà un convegno sul tema dei trapianti di cellule e un approfondimento su immunoterapie e screening del diabete di tipo 1. Durante l’evento sarà possibile effettuare lo screening del diabete di tipo 1 a bambini e ragazzi fino a 18, su prenotazione.

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Perché la Finlandia ha il più alto tasso di diabete di tipo 1 al mondo?

La borsa di Studio Sofia filippini quest’anno è stata vinta dalla dott.ssa Squintani, specializzanda e ricercatrice dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma che andrà sei mesi in Finlandia per partecipare ad uno degli studi più importanti al mondo sulla predizione e prevenzione del Diabete di tipo 1. Cerchiamo di capire un po’ di più sul rapporto tra Finlandia e diabete di tipo 1 e perchè è importante per tutti noi. 

Per oltre quarant’anni la Finlandia è stata il Paese con la più alta incidenza di diabete di tipo 1 nei bambini. Ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per la ricerca internazionale: qui si registrano alcune delle più elevate percentuali di nuove diagnosi e sono nati alcuni dei più importanti studi che hanno cambiato la comprensione della malattia. 

Ma perché proprio la Finlandia? E cosa possiamo imparare da un Paese che continua a essere al centro della ricerca mondiale sul diabete di tipo 1? 

La Finlandia è il Paese con la più alta incidenza di diabete di tipo 1 

Secondo l’International Diabetes Federation (IDF), la Finlandia continua a occupare il primo posto tra gli 83 Paesi con dati epidemiologici recenti per incidenza del diabete di tipo 1 nei bambini sotto i 15 anni. Seguono Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Estonia, Algeria, Svezia, Canada, Norvegia e Libia.  

La Finlandia mantiene questo primato da decenni. Già dagli anni Ottanta gli epidemiologi avevano osservato che il numero di nuove diagnosi era molto più elevato rispetto alla maggior parte degli altri Paesi europei, rendendo il Paese uno dei principali osservatori naturali per studiare la malattia. 

Un fenomeno che la ricerca studia da oltre 40 anni 

Perché il diabete di tipo 1 sia così frequente in Finlandia non è ancora del tutto chiaro. 

Le conoscenze scientifiche attuali indicano che la malattia nasce dall’interazione tra una predisposizione genetica, che però è presente in molte persone che non sviluppano mai la malattia, e fattori ambientali ancora non completamente identificati. Nessun singolo elemento è sufficiente a spiegare da solo l’elevata incidenza osservata nel Paese. 

Tra le ipotesi più studiate ci sono: 

  • la particolare distribuzione di alcune varianti genetiche associate al rischio di diabete di tipo 1;  
  • infezioni virali che potrebbero contribuire ad attivare il processo autoimmune;  
  • fattori ambientali legati alla latitudine, come la minore esposizione alla luce solare;  
  • caratteristiche del microbiota intestinale;  
  • altri fattori ambientali che potrebbero influenzare il sistema immunitario nelle prime fasi della vita.  

Ad oggi, tuttavia, nessuna di queste ipotesi è stata confermata come causa unica della malattia. La comunità scientifica ritiene che sia la combinazione di più fattori a determinare il rischio individuale. 

Dalla Finlandia arrivano alcune delle scoperte più importanti 

L’elevata incidenza del diabete di tipo 1 ha permesso ai ricercatori finlandesi di sviluppare grandi studi di popolazione che seguono bambini fin dalla nascita. 

Tra questi c’è il Diabetes Prediction and Prevention Study (DIPP), uno dei più importanti programmi di ricerca al mondo sul diabete di tipo 1. 

Avviato negli anni Novanta, il DIPP coinvolge diversi centri universitari finlandesi, tra cui l’ Università di Oulu, e segue migliaia di bambini geneticamente predisposti con controlli periodici per individuare i primi segnali della malattia. 

Grazie a questo studio e ad altri sviluppati nel mondo, come il Trial-Net e il vecchio consorzio europeo INNODIA, è stato possibile comprendere che il diabete di tipo 1 non compare improvvisamente, ma è preceduto da una lunga fase silenziosa durante la quale il sistema immunitario inizia ad attaccare le cellule beta del pancreas. La presenza degli autoanticorpi può essere rilevata anni prima della comparsa dei sintomi, aprendo nuove prospettive per la diagnosi precoce. Da queste scoperte è stato possibile sviluppare strategie di prevenzione. 

Perché i ricercatori di tutto il mondo vanno in Finlandia 

La Finlandia non è soltanto il Paese con il maggior numero di nuovi casi in rapporto alla popolazione, è proprio per questo motivo anche uno dei luoghi in cui si fa più ricerca sul diabete di tipo 1. 

La disponibilità di registri sanitari di alta qualità, programmi di follow-up di lunga durata e grandi coorti di bambini a rischio rende possibile studiare l’evoluzione della malattia con un livello di dettaglio difficilmente raggiungibile altrove. 

È per questo motivo che molti ricercatori internazionali scelgono di collaborare con i centri finlandesi. 

Tra loro c’è anche la Dott.ssa Rosanna Squintani, vincitrice della Borsa di Studio “Sofia Filippini” 2026 della Fondazione Italiana Diabete, che trascorrerà sei mesi presso la Università di Oulu sotto la supervisione della Prof.ssa Riitta Veijola, una delle principali esperte mondiali di screening e prevenzione del diabete di tipo 1. 

Durante questo periodo lavorerà con il team del DIPP, analizzando dati sul monitoraggio continuo del glucosio, sul metabolismo e sull’attività fisica per comprendere meglio come evolve la malattia nelle sue fasi iniziali. 

L’eccezione italiana: la Sardegna 

Se la Finlandia rappresenta il riferimento mondiale, anche l’Italia ha un caso unico. 

La Sardegna presenta infatti una delle più alte incidenze di diabete di tipo 1 in età pediatrica al mondo. Questa caratteristica renderebbe l’isola un’importante risorsa per la ricerca italiana e internazionale e conferma quanto sia fondamentale investire in collaborazioni tra centri di eccellenza. 

La ricerca è la chiave per capire la malattia e se non capiamo la malattia, non potremo guarirla! 

Negli ultimi decenni la ricerca ha rivoluzionato la gestione del diabete di tipo 1 grazie a sensori, microinfusori e sistemi automatizzati per la somministrazione dell’insulina. 

Ma comprendere perché la malattia si sviluppi rimane una delle sfide più importanti. 

Gli studi condotti in Finlandia sono di aiuto per capire quali fattori favoriscano l’insorgenza del diabete di tipo 1 e come sia possibile individuarlo sempre più precocemente. 

Conoscere la causa della malattia, come diciamo sempre, sarà un passo fondamentale per affinare le strategie curative che esistono e su cui sta investendo la ricerca (terapie cellulari). 

Ogni elemento in più di conoscenza della malattia, grazie alla ricerca, ci porta di un passo più vicini alla cura definitiva e a liberarci del diabete di tipo 1. E’ una strada lunga e difficile, ma FID mette ogni giorno tutte le sue energie perché la strada si accorci!  

E ognuno di noi può fare la sua parte sostenendo la ricerca. 

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La Dott.ssa Rosanna Squintani vince la Borsa di Studio “Sofia Filippini” 2026

Fondazione Italiana Diabete è lieta di annunciare che la vincitrice della Borsa di Studio “Sofia Filippini” 2026 è la Dott.ssa Rosanna Squintani, selezionata dal Comitato Scientifico e dal Consiglio di Amministrazione per l’eccellenza del suo percorso scientifico e per il valore del progetto di ricerca presentato.

La Borsa di Studio “Sofia Filippini”, voluta da FID e arrivata al suo secondo anno, sostiene giovani medici e ricercatori che desiderano svolgere un periodo di ricerca all’estero per migliorare le proprie competenze e preparazione. Nasce dalla collaborazione tra Fondazione Italiana Diabete e l’Associazione Diabetici della Provincia di Brescia, con il supporto economico della Fondazione Bianca Ballabio per il 2026. 

È destinata a giovani specializzandi e neo-specialisti che desiderano svolgere un progetto di ricerca all’estero per almeno sei mesi, con un unico obiettivo: avvicinarci alla cura definitiva del diabete di tipo 1. 

⮕ Scopri di più sulla Borsa di Studio Sofia Filippini

Chi è Rosanna Squintani

Rosanna Squintani è pediatra, specializzata con lode presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Clinical Research Fellow all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Il suo percorso è da tempo dedicato al diabete di tipo 1. Durante la specializzazione ha studiato le persone a rischio di sviluppare la malattia utilizzando i dati dello studio finlandese DIPP, uno dei più importanti programmi internazionali di ricerca sul diabete di tipo 1. Ha inoltre maturato esperienze di ricerca all’estero e partecipato per diversi anni ai campi educativi dedicati a bambini e ragazzi con diabete.

Le parole di Rosanna

“Sono profondamente onorata di ricevere la Borsa di Studio Sofia Filippini e ringrazio la Fondazione Italiana Diabete per la fiducia. Questo riconoscimento mi incoraggia a proseguire la ricerca sul diabete di tipo 1, con l’obiettivo di contribuire a migliorare la cura e la qualità di vita delle persone che convivono con questa malattia.”

– Dott.ssa Rosanna Squintani

Il progetto di ricerca

Grazie alla borsa, la dottoressa Squintani trascorrerà sei mesi presso l’ Università e l’Ospedale Universitario di Oulu in Finlandia, sotto la supervisione della Prof.ssa Riitta Veijola, tra i massimi esperti internazionali nella ricerca sul diabete di tipo 1 e sugli screening di popolazione, poichè la Finlandia è il paese che ha la più alta incidenza al mondo di diabete di tipo 1. 

Qui entrerà a far parte del team dello studio DIPP (Type 1 Diabetes Prediction and Prevention Study), che da oltre trent’anni segue migliaia di bambini e famiglie per capire come nasce il diabete di tipo 1 e come sia possibile riconoscerlo sempre più precocemente. 

Il progetto analizzerà i dati del monitoraggio continuo del glucosio, i parametri metabolici e i livelli di attività fisica per capire perché il diabete evolva più rapidamente in alcune persone rispetto ad altre. 

L’obiettivo è comprendere se l’attività fisica possa contribuire a rallentare la progressione della malattia nelle sue fasi iniziali e individuare con maggiore precisione chi potrebbe beneficiare di strategie di prevenzione e di nuovi trattamenti. 

Dalla Finlandia all’Italia

Uno degli obiettivi più importanti del progetto e della fellowship della dottoressa Squintani è trasferire in Italia l’esperienza maturata in Finlandia. 

Il centro di Oulu rappresenta infatti un modello internazionale per il monitoraggio delle persone a rischio di diabete di tipo 1. Portare questo approccio anche nella pratica clinica italiana potrebbe contribuire a rendere il percorso di assistenza più uniforme e permettere di seguire in modo sempre più efficace le persone a rischio, studiando per ciascuna una strategia di intervento diversa.

Una ricerca insieme alle persone con diabete

Come tutti i progetti sostenuti dalla Fondazione Italiana Diabete, anche questo coinvolgerà direttamente le persone con diabete attraverso il programma Alleati per la Cura. 

Un volontari FID certificato INPACT Associates affiancherà la ricercatrice durante il progetto, contribuendo alla revisione dei materiali destinati ai partecipanti e alla realizzazione di una comunicazione con un linguaggio scientifico sempre più chiaro e comprensibile. 

Investire nei giovani ricercatori

La Borsa di Studio Sofia Filippini, del valore di 18.000 euro, nasce proprio per offrire a giovani medici la possibilità di confrontarsi con alcuni dei migliori centri di ricerca internazionali e riportare poi queste competenze in Italia. 

Sostenere giovani ricercatori come la dottoressa Rosanna Squintani significa investire nella ricerca, favorire collaborazioni internazionali e accelerare il percorso verso una migliore prevenzione e, un giorno, verso la cura del diabete di tipo 1. 

Domande frequenti

Che cos'è lo stadio 2 del diabete di tipo 1?

Lo stadio 2 è una fase del diabete di tipo 1 in cui il processo autoimmune è già presente e la glicemia inizia a mostrare alterazioni, pur in assenza dei sintomi clinici della malattia. Studiare questa fase è fondamentale per sviluppare strategie di prevenzione e intervento precoce.

Perché l'attività fisica è oggetto di questa ricerca?

L'attività fisica potrebbe rappresentare un fattore modificabile capace di influenzare il controllo glicemico e la velocità di progressione della malattia. Il progetto della Dott.ssa Squintani analizzerà questo possibile ruolo nello stadio 2 del diabete di tipo 1.

Cos'è il programma DIPP della Finlandia?

Il Diabetes Prediction and Prevention Study (DIPP) è uno dei più importanti studi internazionali dedicati alla previsione e alla prevenzione del diabete di tipo 1. Da oltre trent'anni segue persone a rischio per comprendere meglio l'evoluzione della malattia.

Cos'è la Borsa di Studio "Sofia Filippini"?

La Borsa di Studio "Sofia Filippini" è un'iniziativa della Fondazione Italiana Diabete che sostiene giovani clinici e ricercatori impegnati nello studio del diabete di tipo 1, promuovendo esperienze di formazione e ricerca presso centri di eccellenza internazionali.

Qual è l'obiettivo finale del progetto?

L'obiettivo è trasferire in Italia il modello finlandese di monitoraggio delle persone a rischio di diabete di tipo 1, contribuendo allo sviluppo di percorsi clinici sempre più precoci, standardizzati e orientati alla prevenzione.

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Novità

Cristina Cucchiarelli: esperienza, formazione e impegno al fianco di FID

Quante altre persone stanno rinunciando ai propri sogni per lo stesso motivo?

La storia di Cristina Cucchiarelli parla di movimento, conoscenza e trasformazione. È il percorso di una giovane donna che ha dovuto rivedere il proprio rapporto con la danza dopo la diagnosi di diabete di tipo 1 e che, negli anni, ha scelto di mettere la propria esperienza e la propria formazione al servizio degli altri.

Oggi Cristina è trainer, nutrizionista e volontaria di Fondazione Italiana Diabete. Collabora alle iniziative dedicate allo sport, affiancando persone e atleti che convivono con il diabete di tipo 1 e contribuendo a diffondere una cultura dell’attività fisica fondata sull’ascolto, sulla preparazione e sulla consapevolezza.

Una vita costruita intorno alla danza

A 17 anni Cristina viveva all’estero e la danza rappresentava il centro della sua quotidianità. Allenamenti, disciplina e progetti professionali scandivano le giornate, fino a quando il suo corpo cominciò a mandare segnali sempre più difficili da ignorare.

Sete continua, stanchezza crescente e una maggiore difficoltà nel sostenere esercizi che fino a poco tempo prima facevano parte della sua routine. Per mesi non arrivò una spiegazione chiara. I sintomi vennero inizialmente attribuiti allo stress, ma Cristina sentiva che stava accadendo qualcosa di diverso.

La diagnosi di diabete di tipo 1 arrivò in un momento di profondo disorientamento. Da una parte rappresentò l’inizio di una condizione complessa da gestire; dall’altra diede finalmente un nome a ciò che stava vivendo.

Come racconta Cristina, il primo sentimento fu quasi di sollievo: finalmente c’era una risposta.

La diagnosi e il difficile equilibrio tra diabete e attività fisica

Ricevere una diagnosi, però, non significa conoscere immediatamente tutte le strategie necessarie per convivere con il diabete di tipo 1.

Cristina continuò ad allenarsi e cercò di proseguire il proprio percorso professionale. Si trasferì prima a Roma e poi in Slovenia, determinata a non rinunciare alla danza. Con l’aumentare dell’intensità degli allenamenti, tuttavia, la gestione glicemica diventò sempre più impegnativa.

Il diabete di tipo 1 richiede infatti un’attenzione continua a numerose variabili. Insulina, alimentazione, intensità e durata dell’esercizio, stress, sonno e condizioni individuali possono contribuire a determinare risposte differenti.

In quel periodo, Cristina non disponeva ancora delle conoscenze e degli strumenti che avrebbe acquisito successivamente. A un certo punto dovette prendere la decisione più difficile: interrompere la carriera professionale.

Non fu soltanto una rinuncia sportiva. Quando un’attività definisce per anni l’identità, i progetti e il modo di immaginare il futuro, fermarsi può significare perdere temporaneamente anche una parte di sé.

Una domanda che cambia la direzione del percorso

Dopo l’interruzione della carriera, Cristina attraversò un periodo di forte difficoltà personale. Da quella crisi, però, nacque una domanda destinata a cambiare il suo cammino:

Quante altre persone stanno rinunciando ai propri sogni per lo stesso motivo?

Cristina decise che la sua esperienza non sarebbe rimasta soltanto una storia di perdita. Cominciò a studiare Scienze motorie e, successivamente, Nutrizione clinica. Approfondì fisiologia, biomeccanica e metabolismo, cercando di comprendere meglio il rapporto tra organismo, attività fisica e gestione del diabete.

Alla formazione accademica affiancò l’osservazione diretta. Allenamenti, dati glicemici, risposte individuali, tentativi, errori e adattamenti diventarono parte di un percorso di ricerca personale e professionale.

La scoperta più importante fu che non esiste una sola risposta valida per tutti.

Il Metodo Pronking: osservare prima di intervenire

Da questo percorso è nato il Metodo Pronking, un approccio sviluppato da Cristina per rendere il movimento più accessibile e sostenibile alle persone con diabete, tenendo conto delle caratteristiche individuali.

L’attività fisica, infatti, non può essere valutata isolatamente. La risposta glicemica può variare in base al tipo di esercizio, alla sua intensità, alla durata, all’insulina attiva, all’alimentazione e a numerosi altri fattori.

Nel lavoro di Cristina trovano spazio anche elementi talvolta sottovalutati, come il sonno, lo stress, le emozioni e le abitudini quotidiane.

L’obiettivo non è fornire una formula universale né sostituire le indicazioni del diabetologo e del team sanitario. Il punto di partenza è aiutare la persona a osservare il proprio corpo, comprendere le variabili in gioco e costruire una maggiore consapevolezza.

Ogni programma di attività fisica deve essere personalizzato e condiviso con i professionisti sanitari di riferimento, soprattutto quando sono necessari adattamenti della terapia insulinica o dell’alimentazione.

Lo sport come strumento educativo

Per Cristina, lo sport non è soltanto prestazione. È soprattutto uno strumento educativo.

Allenarsi con il diabete di tipo 1 significa imparare a raccogliere informazioni, valutare ciò che sta accadendo e modificare le proprie decisioni quando necessario. Richiede preparazione, ma può anche favorire una conoscenza più profonda del proprio corpo.

«Lo sport mi ha insegnato a osservare, a capire e ad adattarmi», racconta Cristina.

Questa capacità non riguarda soltanto l’esercizio. Può diventare un modo di affrontare la quotidianità, sostituendo la paura dell’imprevisto con una maggiore capacità di lettura e di risposta.

Parlare di possibilità, in questo contesto, non significa sostenere che ogni traguardo debba essere raggiunto a qualunque costo. Significa non escludersi prima di aver valutato, insieme ai professionisti competenti, quali condizioni possano rendere un’attività sicura e sostenibile.

L’impegno di Cristina al fianco di Fondazione Italiana Diabete

Oggi Cristina mette la propria esperienza e la propria formazione anche al servizio di Fondazione Italiana Diabete.

Come volontaria e formatrice, contribuisce alle attività dedicate al rapporto tra sport e diabete di tipo 1. Ha collaborato con FID anche alla realizzazione di contenuti informativi rivolti ad allenatori e allenatrici, con l’obiettivo di promuovere ambienti sportivi più preparati, accoglienti e consapevoli.

Il suo lavoro coinvolge inoltre runner e atleti che partecipano a iniziative solidali per sostenere la ricerca. Persone che, attraverso lo sport, trasformano il proprio impegno personale in un gesto collettivo.

Prepararsi per una gara significa affrontare allenamenti, carichi progressivi, variazioni della routine e sforzi prolungati. Per chi convive con il diabete di tipo 1, tutto questo richiede una pianificazione attenta e una conoscenza approfondita delle proprie risposte.

L’esperienza di Cristina aiuta gli atleti a considerare la gestione del diabete come parte integrante della preparazione, senza nascondere le difficoltà e senza ridurre la persona alla sua diagnosi.

Lo sport per sostenere la ricerca

L’incontro tra sport e solidarietà rappresenta uno dei modi attraverso i quali la comunità di FID sostiene la ricerca scientifica.

Ogni allenamento, iniziativa o competizione può diventare un’occasione per sensibilizzare, raccogliere fondi e far conoscere il diabete di tipo 1. Dietro ogni atleta del Team FID ci sono una storia personale, una rete di sostenitori e un obiettivo condiviso: contribuire ad avvicinare la ricerca a una cura definitiva.

La missione di Fondazione Italiana Diabete è sostenere e accelerare la ricerca sul diabete di tipo 1, coinvolgendo persone, famiglie, volontari, ricercatori e comunità.

L’impegno di Cristina si inserisce in questo percorso. La gestione consapevole dell’attività fisica può migliorare il presente; il sostegno alla ricerca può contribuire a cambiare il futuro.

Non rinunciare prima di cominciare

La storia di Cristina non propone una narrazione priva di difficoltà. Al contrario, racconta il dolore di una carriera interrotta, la necessità di ricostruirsi e il lungo lavoro richiesto per trasformare un’esperienza personale in una competenza utile anche agli altri.

È proprio questa complessità a rendere il suo percorso significativo.

Convivere con il diabete di tipo 1 può richiedere adattamenti, preparazione e scelte quotidiane impegnative. Ma una diagnosi non dovrebbe tradursi automaticamente nell’esclusione da ogni progetto.

Per Cristina, oggi, la parola “possibilità” non significa riuscire sempre. Significa conservare la libertà di informarsi, prepararsi e provare, senza considerarsi sconfitti prima di iniziare.

La sua esperienza, la sua formazione e il suo impegno al fianco di FID mostrano come una storia personale possa trasformarsi in ascolto, condivisione e partecipazione. E come il movimento possa diventare non soltanto un’attività fisica, ma uno strumento per ritrovare fiducia, costruire comunità e sostenere la ricerca.

La storia di Cristina Cucchiarelli e il suo impegno al fianco di Fondazione Italiana Diabete sono stati recentemente menzionati anche da Vanity Fair Italia. 

Domande frequenti

Chi è Cristina Cucchiarelli?

Cristina Cucchiarelli è una trainer, nutrizionista ed ex ballerina professionista che convive con il diabete di tipo 1. È inoltre volontaria di Fondazione Italiana Diabete e si occupa di formazione sul rapporto tra attività fisica, ascolto del corpo e gestione della glicemia.

Che cos’è il Metodo Pronking?

Il Metodo Pronking è un approccio sviluppato da Cristina Cucchiarelli attraverso la formazione e l’esperienza sul campo. Considera l’esercizio insieme a fattori individuali quali gestione glicemica, alimentazione, sonno, stress, emozioni e abitudini quotidiane.

Il Metodo Pronking non sostituisce le indicazioni del team diabetologico.

Chi ha il diabete di tipo 1 può praticare sport?

Sì. L’attività deve essere affrontata con una preparazione adeguata e personalizzata in base alla terapia, al tipo di esercizio e alle risposte individuali.

È importante confrontarsi con il proprio diabetologo o con il team sanitario prima di iniziare o modificare un programma di allenamento.

Perché l’attività fisica può modificare la glicemia?

La risposta glicemica può variare in funzione dell’intensità e della durata dell’esercizio, dell’insulina attiva, dell’alimentazione, dello stress e di altre variabili personali.

Per questo è importante osservare le proprie risposte e definire strategie individuali con il team diabetologico.

Qual è l’obiettivo di Fondazione Italiana Diabete?

Fondazione Italiana Diabete sostiene e accelera la ricerca scientifica con l’obiettivo di arrivare a una cura definitiva del diabete di tipo 1.

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La ricerca non si ferma: continua la partnership tra Fondazione Italiana Diabete e FRÍO Italia

Nel percorso verso una cura definitiva per il diabete di tipo 1, ogni alleanza rappresenta un passo fondamentale. È per questo che in Fondazione Italiana Diabete ETS siamo davvero felici di annunciarvi il rinnovo di una collaborazione speciale, nata dalla sinergia con una realtà che da ben 20 anni si impegna al fianco di chi convive quotidianamente con questa patologia: FRÍO Italia.

Dopo il grande successo dello scorso anno, FRÍO Italia ha scelto di rilanciare anche per tutto il 2026 un’importante iniziativa solidale che mette al centro il nostro Glucofid, l’integratore di glucosio da noi sviluppato per la gestione corretta e tempestiva delle ipoglicemie.

Come funziona l’iniziativa

A partire dal 15 maggio 2026, per tutti gli ordini effettuati sul sito ufficiale di FRÍO Italia i clienti riceveranno in omaggio due stick di Glucofid.

Cosa rende questo omaggio così importante? Le risorse che FRÍO Italia ha deciso di investire per regalare queste confezioni ai propri clienti vengono interamente devolute a Fondazione Italiana Diabete ETS, andando a finanziare direttamente i progetti di ricerca scientifica per la cura del diabete di tipo 1.

Un’iniziativa che il Direttore Generale di FRÍO Italia, Niccolò Gusso, ha commentato con parole che ci toccano da vicino:

“Crediamo che il nostro lavoro sia molto più che vendere i nostri astucci: vogliamo creare valore per le persone con diabete […] e siamo profondamente convinti che dare il nostro contributo alla ricerca ad una cura definitiva al diabete di tipo 1 sia parte integrante della nostra vocazione. Offrire ai nostri clienti Glucofid, insieme ai nostri astucci, significa offrire un aiuto concreto per la gestione e la convivenza con il diabete di tipo 1, è una partnership naturale di cui sono particolarmente felice.”

Cos’è Glucofid e perché fa la differenza

Glucofid non è un semplice integratore, ma un prodotto nato “da chi conosce il diabete, per chi vive con il diabete”. È stato formulato sotto la stretta supervisione del nostro Comitato Scientifico FID proprio per rispondere in modo sicuro ed efficace alle esigenze di adulti e bambini nel trattamento dell’ipoglicemia.

I suoi punti di forza scientifici e pratici:

  • Azione ultrarapida: È a base di D-Glucosio, il monosaccaride che l’organismo assorbe più velocemente rispetto ad altri zuccheri (come il saccarosio), garantendo un rialzo glicemico rapido e stabile.
  • Formulazione studiata: È arricchito con Vitamine B1, B6 e D, ed è privo di glutine e lattosio. Inoltre, l’aroma di agrumi combinato alla Vitamina B6 aiuta a contrastare la sensazione di nausea, un effetto collaterale tipico quando si devono assumere zuccheri in modo ripetuto.
  • Praticità d’uso: Confezionato in bustine monodose da 7,5 grammi di carboidrati (CHO) a rapido assorbimento, è leggero, poco ingombrante e ideale da portare sempre con sé (ottimo anche come fonte di energia ultrarapida durante lo sport). È disponibile anche in dosi pediatriche.

Un immenso grazie a FRÍO Italia per aver voluto celebrare i suoi vent’anni di attività mettendosi di nuovo al nostro fianco, e grazie a tutti voi che, con i vostri ordini, diventerete parte attiva di questo grande cambiamento.

Insieme, possiamo trovare una cura!

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Osservatorio nazionale diabete tipo 1 e celiachia: il TAR Lazio accoglie il ricorso della Fondazione Italiana Diabete

Annullata la nomina del rappresentante della Società Italiana di Diabetologia nella quota riservata dalla legge ad associazioni di pazienti e fondazioni operanti in materia

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, con sentenza pubblicata il 17 aprile 2026, ha accolto il ricorso presentato dalla Fondazione Italiana Diabete ETS contro il Decreto del Ministero della Salute del 26 settembre 2024, con cui è stato istituito l’Osservatorio nazionale sul diabete di tipo 1 e sulla celiachia: il TAR ha annullato il provvedimento nella parte in cui indicava la Presidente della Società Italiana di Diabetologia e delle Malattie del Metabolismo (SID), tra i componenti dell’Osservatorio, all’interno della quota riservata dalla legge alle “associazioni maggiormente rappresentative delle persone affette da diabete di tipo 1 e da celiachia e dei loro familiari” e alle “fondazioni di rilevanza nazionale operanti in materia, anche in attuazione del titolo VII del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n.117”.

Nel motivare la decisione, il Collegio ha richiamato il dato letterale della norma, osservando che la SID, in quanto società scientifica composta da medici e personale sanitario con finalità di ricerca, non rientra né tra le associazioni rappresentative dei pazienti e dei loro familiari, né tra le fondazioni previste dalla legge. Il Tribunale ha inoltre ribadito che, in presenza di un dato normativo chiaro e univoco, non si può ricorrere a un’interpretazione funzionale, che ne estenda la portata oltre i soggetti espressamente indicati dal legislatore. Del resto, la classe medica è, ovviamente, già rappresentata nell’Osservatorio in virtù di quanto previsto dalla stessa legge istitutiva, che le riserva una specifica componente.

“Questa sentenza ristabilisce un principio di grande importanza – dichiara Nicola Zeni, Presidente della Fondazione Italiana Diabete –: nel campo della salute in generale, e nel diabete in particolare, il ruolo delle persone e delle famiglie che vivono la malattia e del Terzo settore che le rappresenta non può più essere messo in discussione. Del resto, il legislatore aveva indicato con chiarezza quali enti, all’interno dell’Osservatorio, fossero chiamati a rappresentare le persone che convivono quotidianamente con il diabete. Accogliamo dunque con soddisfazione la decisione del TAR, che riafferma la centralità delle associazioni e delle fondazioni dei pazienti impegnate nel vasto campo della ricerca e dell’assistenza a favore delle persone con diabete, e ribadiamo un concetto semplice: niente su di noi, senza di noi. Le persone con patologia devono essere coinvolte in qualunque processo o decisione le riguardi. Anche se l’Osservatorio non può ancora operare in quanto dovrà attendere almeno un anno dall’entrata in vigore del decreto attuativo per poter analizzare i primi dati disponibili, auspichiamo che anche questo tassello contribuisca a velocizzare l’iter di implementazione della Legge 130”.

Guarda il video completo in cui il Presidente di FID Nicola Zeni spiega quel che è accaduto e la sentenza

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Fondazione Italiana Diabete e FIGC insieme per la ricerca di una cura al diabete di tipo 1

Durante il match Italia-Irlanda del Nord, lo spot con Massimo Ambrosini e Leonardo Bonucci che inviteranno a donare tramite SMS solidale al 45594 o sul sito fondazionediabete.org

 

Questa sera c’è un motivo in più per guardare gli Azzurri affrontare l’Irlanda del Nord a Bergamo nella semifinale play-off delle qualificazioni ai Mondiali 2026: la Federazione Italiana Giuoco Calcio sarà al fianco della Fondazione Italiana Diabete (FID) per sostenere una grande iniziativa di sensibilizzazione. Durante la partita sarà, infatti, trasmesso lo spot “Scendi in campo per la cura del diabete tipo 1”, che vede come testimonial d’eccezione Massimo Ambrosini e Leonardo Bonucci. I due campioni inviteranno tifosi e appassionati a sostenere concretamente la ricerca, contribuendo con una donazione tramite SMS solidale al numero 45594 oppure attraverso il sito fondazionediabete.org.

La campagna ha ottenuto il supporto di RAI per la Sostenibilità ESG attraverso i canali di RAI Sport.

 

 

“L’unico modo per vincere la partita contro il diabete di tipo 1 è giocare tutti nella stessa squadra”, dichiara Nicola Zeni, Presidente della Fondazione Italiana Diabete. “Questa iniziativa rappresenta un’opportunità straordinaria per portare l’attenzione del grande pubblico su una malattia ancora troppo poco conosciuta e per sostenere concretamente la ricerca scientifica. Grazie al supporto della FIGC e alla visibilità della Nazionale, possiamo coinvolgere milioni di persone in una sfida fondamentale: trovare una cura definitiva per il diabete di tipo 1. Ogni contributo può fare la differenza”.

 

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, cronica e degenerativa per la quale, ad oggi, non esistono strumenti di prevenzione né una cura definitiva. In circa la metà dei casi si manifesta in età pediatrica o adolescenziale.

In Italia sono circa 250.000 le persone che convivono con questa patologia, costrette a sottoporsi quotidianamente alla somministrazione di insulina e a una gestione complessa della malattia. L’insulina, infatti, rappresenta una terapia salvavita ma non una cura, e non elimina il rischio di crisi ipoglicemiche nel breve periodo né quello di gravi complicanze nel lungo termine.

 

La Fondazione Italiana Diabete ETS è il principale ente in Italia impegnato nel finanziamento della ricerca scientifica per arrivare a una cura definitiva del diabete di tipo 1.

In 16 anni di attività, FID ha sostenuto circa 50 progetti di ricerca a livello internazionale, per un investimento complessivo di quasi 2,5 milioni di euro. A partire dal 2026, la Fondazione è inoltre l’unico ente italiano a finanziare un consorzio europeo dedicato alle terapie cellulari, una delle frontiere più promettenti nella lotta alla malattia.

Parallelamente, FID è attiva sul fronte dell’advocacy istituzionale e ha promosso la Legge 130/2023, che introduce lo screening per il diabete di tipo 1 e la celiachia nei bambini.

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Novità

Fondazione Italiana Diabete lancia Glucofid

Glucofid: Fondazione Italiana Diabete lancia il primo integratore alimentare di glucosio che finanzia la ricerca di una cura al diabete di tipo 1

FID è lieta di presentare Glucofid, il primo integratore alimentare a base di glucosio, necessario alle persone con diabete di tipo 1 per il rapido recupero dall’ipoglicemia.

Fondazione Italiana Diabete destina tutti gli utili delle vendite di Glucofid al finanziamento della ricerca scientifica.

Quando la glicemia, a causa di fattori diversi, scende sotto il minimo consentito di 70 mg/dl (ipoglicemia), il rischio per le persone con diabete di tipo 1 è la perdita dei sensi e il coma. Per questo è necessario agire rapidamente per ristabilire i livelli corretti di glucosio nel sangue. Glucofid serve a questo, con la differenza, rispetto agli altri integratori in commercio, che tutto il ricavato viene reinvestito da FID nella ricerca di una cura definitiva al diabete di tipo 1, la cui causa è tuttora ignota.

L’integratore alimentare* è formulato per venire incontro alle effettive esigenze delle persone con diabete di tipo 1, ed è stato sviluppato da FID sotto la supervisione del proprio Comitato Scientifico con l’obiettivo di creare un integratore di glucosio sicuro ed efficace nel trattamento dell’ipoglicemia.

Glucofid è una soluzione a base di D-Glucosio, il monosaccaride che viene assorbito più rapidamente rispetto ad altri zuccheri come il saccarosio, consentendo un rialzo glicemico più veloce e stabile. L’integratore è addizionato di Vitamine B6, B1 e D e non contiene glutine né lattosio.

L’aroma di agrumi e la presenza di Vitamina B6 contribuiscono a contrastare la nausea, un effetto collaterale spesso associato all’assunzione ripetuta di zuccheri.

Disponibile anche in dosi pediatriche, è confezionato in pratiche bustine monodose, leggere e poco ingombranti, da portare sempre con sé. 

Oltre a fornire un rapido recupero dalle ipoglicemie, Glucofid rappresenta un’ottima fonte di energia ultrarapida da utilizzare durante le prestazioni sportive intense.

 

 

Con il lancio di Glucofid, Fondazione Italiana Diabete riafferma il proprio impegno nella ricerca di una cura definitiva per il diabete di tipo 1,”dichiara Nicola Zeni, Presidente della Fondazione Italiana Diabete ETS- “Condividendo le difficoltà della comunità delle persone con diabete di tipo 1, abbiamo realizzato un prodotto che rispondesse alle loro effettive esigenze. Acquistando Glucofid, non solo si sceglie un integratore sicuro ed efficace nel trattamento dell’ipoglicemia, ma si contribuisce direttamente al finanziamento della ricerca, supportando la nostra missione, che è quella di eradicare il diabete di tipo 1. Tutti gli utili delle vendite di Glucofid sostengono, infatti, direttamente la ricerca.”

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Novità Raccolta Fondi

FID scende in piazza per la Giornata Mondiale del Diabete

In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, il 16 e 17 novembre FID scende nelle principali piazze italiane per sensibilizzare sul diabete di tipo 1 e raccogliere fondi per la ricerca di una cura definitiva. 

Oltre 400 volontari porteranno nelle piazze i colori della Fondazione, raccontando alla popolazione cos’è il diabete di tipo 1 e spiegando l’importanza di supportare la ricerca scientifica per trovare una cura.

Di seguito l’elenco delle postazioni organizzare per l’occasione, trova quella più vicino e vieni a trovarci!

ABRUZZO                      

PESCOCOSTANZO – Piazza Municipio  16-17 NOVEMBRE

CALABRIA 

CATANZARO – Centro commerciale Parco “Le Fontane” 16-17 NOVEMBRE

CAMPANIA 

NAPOLI – Piazza Municipio  16-17 NOVEMBRE

CASERTA – Centro Commerciale Campania   16-17 NOVEMBRE

EMILIA ROMAGNA       

COMACCHIO – San Giuseppe di Comacchio  16-17 NOVEMBRE

MONTECCHIO – Centro Commerciale Eurosia   16 e 17 NOVEMBRE

FRIULI 

TOLMEZZO – Piazza XX settembre   2-3 NOVEMBRE

CODROIPO – Piazza Garibaldi 23-24 NOVEMBRE

UDINE – Piazzetta Belloni 16-17 NOVEMBRE

PORDENONE – Centro Commerciale Granfiume Gran Shopping  9-10 NOVEMBRE

PORDENONE  – Piazza San Marco  1 DICEMBRE

LAZIO 

ROMA – Piazza del Popolo 16-17 NOVEMBRE

LIGURIA

LA SPEZIA – Largo Cafferata 16-17 NOVEMBRE

LOMBARDIA

MILANO – Piazza San Babila 16-17 NOVEMBRE

PRATA CAMPORTACCIO – Mercatini 17 NOVEMBRE

COMO – Piazza Grimoldi 16-17 NOVEMBRE

MARCHE

ASCOLI PICENO  – Piazza del Popolo 16-17 NOVEMBRE

ASCOLI PICENO – Centro commerciale Gabrielli 17 NOVEMBRE

JESI – Chiesa di Via Piadelmedico  24 NOVEMBRE

PIEMONTE 

TORINO – Portici di Via Roma 16-17 NOVEMBRE

OVADA – Via Cairoli fronte parco 16 NOVEMBRE

OVADA – presso Ospedale Civile 17 NOVEMBRE

PUGLIA

GALATONE – Piazza Sant’Antonio 16-17 NOVEMBRE

 MASSAFRA – Piazza Sacro Cuore di Gesù 17 NOVEMBRE

SARDEGNA

SIURGUS DONIGALA  – Centro storico  17 NOVEMBRE

LANUSEI – Piazza Vittorio Emanuele  16-17 NOVEMBRE

ONIFAI  – Largo San Giorgio  30 NOVEMBRE E 1 DICEMBRE

IRGOLI – Piazza San Giuseppe 16-17 NOVEMBRE MATTINA

 LOCULI – Piazza San Pietro 23-24 NOVEMBRE MATTINA

GALTELLI – Via Nazionale 7 DICEMBRE MATTINA

GALTELLI – Piazza Santissimo Crocifisso 8 DICEMBRE MATTINA

IGLESIAS  08 NOVEMBRE

SASSARI – Piazza d’Italia 16-17 NOVEMBRE

OLBIA – Centro Commerciali Obliamare 14 NOVEMBRE

GERGEI – Via Marconi, 65  16-17 NOVEMBRE

 NURRI – Corso Italia 16-17 NOVEMBRE

MANDAS – Presso scuola primaria 16 NOVEMBRE

LUNAMATRONA -Istituto  comprensivo Villamar 14 NOVEMBRE

SICILIA 

CATANIA – Piazza Stesicoro 16-17 NOVEMBRE

PALERMO  7-8 DICEMBRE

TOSCANA

MONTEPULCIANO – Piazza Sant’Agnese 16-17 NOVEMBRE

TRENTINO-ALTO ADIGE

BOLZANO Ospedale 18 NOVEMBRE 

TRENTO – Piazza Mario Pasi 16 NOVEMBRE

UMBRIA

PERUGIA – Piazza Matteotti 30 NOVEMBRE – 1 DICEMBRE 

VALLE D’AOSTA

AOSTA – Ipermercato Gros Cidac  23-24 NOVEMBRE

AOSTA – Place des Frachises 16-17 NOVEMBRE Pomeriggio

VENETO

VICENZA – Contrà Cavour angolo Corso Palladio 16-17 NOVEMBRE

BASSANO – Piazza Libertà  9-10  NOVEMBRE

MESTRE – Piazza Ferretto 17 NOVEMBRE

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5x1000

LA “GOCCIA” DEL 5X1000 NELLA LOTTA CONTRO IL DIABETE DI TIPO 1

#UnaGocciaFaLaDifferenza: ecco la nuova Campagna di FID del 5×1000 per finanziare la ricerca di una cura definitiva del diabete di tipo 1. 

Che differenza può fare una goccia?
Una goccia è un dettaglio, una piccola cosa.

Ma per i malati di diabete di tipo 1 può fare tutta la differenza del mondo: grazie ad una goccia di sangue si controlla ogni piccola variazione glicemica, la differenza tra stare bene e stare male; grazie ad una goccia di insulina chi ha il diabete di tipo 1 può rimanere in vita.

E anche in un volto, spesso, quello che appare come un dettaglio, può contribuire a rendere quel viso riconoscibile ed inconfondibile.

Infine il 5×1000 può sembrare una piccola goccia, ma unita ad altre gocce può fare la differenza per la ricerca scientifica.

Nasce da questo ragionamento la campagna della Fondazione Italiana Diabete per il 5×1000 #UnaGocciaFaLaDifferenza, ideata e prodotta pro-bono dall’Agenzia DUDE.

Il dito, quello che un diabetico di tipo 1 buca centinaia di migliaia di volte nella sua vita per misurare la glicemia, si trasforma, nella campagna, in cinque personaggi famosi, che però hanno un particolare in evidenza: una gocciolina di sangue. Quella gocciolina che fa la differenza.

Fondazione Italiana Diabete da dieci anni finanzia esclusivamente la ricerca di una cura definitiva al diabete di tipo 1, una malattia autoimmune, cronica e degenerativa che colpisce per lo più da bambini e necessita di insulina da subito per sopravvivere. Malattia che si gestisce appunto grazie all’insulina, ma dalla quale non si può guarire e che spesso viene confusa con il più diffuso diabete di tipo 2, che è una malattia diversa. La ricerca rimane quindi l’unica speranza di guarigione per le persone malate di diabete di tipo 1, circa 250 mila in Italia.

Nicola Zeni, Presidente FID: “Il lavoro svolto da DUDE è stato sorprendente. Non solo questi fantastici creativi hanno analizzato e studiato il “mondo” del diabete di tipo 1, ma lo hanno interpretato immedesimandosi e comprendendo nel profondo le tematiche, spesso complesse, che ci riguardano. Speriamo che questo prodotto di altissima qualità espressiva possa essere di concreto aiuto al sostegno della nostra tanto amata e tanto necessaria Ricerca”.

“Ci tenevamo molto a dare una mano alla Fondazione Italiana Diabete, anche se non potevamo immaginare che le protagoniste della campagna sarebbero state proprio cinque dita” commentano in una nota Nicolò Carrassi e Luca Riva, direttori creativi DUDE. “L’idea è stata fin da subito creare una campagna in grado di catturare l’attenzione sui social e allo stesso tempo puntare il focus su quei dettagli che fanno la differenza, in un volto come nella ricerca per una cura al diabete di tipo 1. Speriamo davvero che questa campagna possa aiutare la FID nella sua nobile missione: incrociamo le dita”.

Link al lancio di campagna

Link al sito FID

DUDE è una realtà internazionale e indipendente, attiva dal 2008.
Opera in Italia e UK come agenzia creativa e casa di produzione integrata.
Dal 2019 DUDE è diventato un Gruppo di 5 Società e ha esteso le sue properties nel mondo del Cultural Entertainment.
www.dude.it

Credit Campagna #UnaGocciaFaLaDifferenza:
Agency: DUDE Milano
Cco: Livio Basoli & Lorenzo Picchiotti
Creative Directors: Nicolò Carrassi & Luca Riva
Client Director: Elena Panza
Integrated Production Director: Matteo Pecorari
Copywriter: Gianmarco Panichelli
Art Director: Edoardo Serafini
Senior Account Manager: Piera Colasante
Account: Eléonor Michel
Motion Graphic Designer: Gabriele Frigimelica
Photographer: Mario Tamburini