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PRESENTATI I RISULTATI DELLO STUDIO D1CE SCREEN

I RISULTATI DELLO STUDIO D1CE SCREEN DIMOSTRANO CHE LO SCREENING SU LARGA SCALA DI PUO’ FARE. ORA SI INIZI LO SCREENING A LIVELLO NAZIONALE

5363 bambini sono stati sottoposti allo screening degli anticorpi di diabete di tipo 1 e celiachia nell’ambito del D1Ce Screen portato avanti da ISS in 4 regioni italiane: Lombardia, Marche, Campania e Sardegna.

Sono stati presentati oggi all’Istituto Superiore di Sanità, a Roma i dati del progetto pilota della legge di screening 130/23 che FID ha proposto e promosso, il cui obiettivo era capire quale fosse il metodo migliore per attuare la legge e, secondariamente i tassi di positività agli anticorpi che predicono le due malattie.

I dati hanno dimostrato che uno screening su larga scala si può fare, con il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta che hanno un contatto diretto e godono della fiducia delle famiglie.

D1Ce Screen è stato condotto dall’ISS, in convenzione con il Ministero della Salute e implementato da uno “steering commitee” che comprende, oltre ad ISS, la SIEDP (Società Italiana Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica), la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e proprio FID (Fondazione Italiana Diabete), che quattro anni fa ha dato il via al percorso che ha portato alla legge. L’obiettivo del D1Ce Screen era evidenziare la sostenibilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale, le potenzialità, le criticità organizzative e i costi-benefici di un potenziale screening su scala nazionale delle due patologie, così come previsto dalla Legge 130/2023.

D1Ce – prosegue Zeni – ha confermato anche l’accettabilità degli screening da parte delle famiglie, così come lo studio UNISCREEN, sostenuto da FID e operato direttamente dalla Fondazione e dai volontari e i cui primi risultati sono da poco stati pubblicati su Frontiers in Public Health[1]. Curare definitivamente il diabete di tipo 1 è l’obiettivo principale della nostra Fondazione. Per questo, tra gli altri, abbiamo finanziato UNISCREEN, coordinato dall’IRCCS San Raffaele, che ha previsto in una cittadina del milanese, uno screening di popolazione del diabete di tipo 1 e della celiachia, oltreché di altre malattie croniche cardiovascolari. Il lavoro, che ha fatto da apripista all’applicazione della Legge 130, ha evidenziato come in quasi il 50% dei soggetti un’unica puntura del dito fosse stata sufficiente per eseguire tutte le misurazioni oggetto dello studio e come oltre il 90% dei partecipanti avesse considerato il prelievo capillare semplice e pratico”.

“Sia D1Ce sia UNISCREEN hanno dimostrato come gli screening siano sostenibili e ben tollerati dalla popolazione. Adesso bisogna portarli al più presto in tutte le Regioni italiane. Il nostro impegno per raggiungere questo obiettivo è iniziato nel 2021, quando abbiamo dato impulso al percorso parlamentare culminato con la Legge 130/2023. Ne abbiamo sostenuto l’iter approvativo e oggi continuiamo a vigilare affinché diventi realtà, scongiurando che i bambini italiani destinati ad avere il diabete di tipo 1, sviluppino i sintomi più pericolosi della malattia, come la chetoacidosi, che può essere letale. Inoltre, ci auguriamo che la possibilità di monitorare questi bambini, come mai fatto finora, apra nuovi orizzonti verso una maggiore comprensione delle cause della malattia e verso terapie sempre più efficaci”, conclude Zeni.

Per chi volesse approfondire appuntamento a domenica 13 luglio alle 18,30 per una puntata della Domenica della Ricerca sulla predizione e prevenzione del diabete di tipo 1 e sui prossimi passi verso l’applicazione della legge in Italia.

 

[1] Angiulli S, Merolla A, Borgonovo E, De Lorenzo R, Spadoni S, Fontana B, Manganaro G, Rela E, Bongiovanni A, Peracino R, Bellino C, Pata G, Bianconi E, Martinenghi S, Ulivi F, Renzi C, Bosi E; UNISCREEN Study Group. Universal capillary screening for chronic autoimmune, metabolic and cardiovascular diseases: feasibility and acceptability of the UNISCREEN study. Front Public Health. 2025 Feb 11;13:1506240. doi: 10.3389/fpubh.2025.1506240 PMID: 40008147; PMCID: PMC11850345.

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18 milioni di euro nei prossimi 5 anni per la ricerca di una cura al diabete di tipo 1!

Fondazione Italiana Diabete partner della Call 11 di IHI: verso un’accelerazione europea delle terapie cellulari per il diabete di tipo 1

Nell’ambito della Call 11 dell’Innovative Health Initiative (IHI), la principale partnership pubblico-privata europea dedicata alla salute, Fondazione Italiana Diabete è l’unico partner italiano che partecipa al Topic 4, centrato sull’accelerazione delle terapie cellulari per il diabete di tipo 1.

Il progetto, della durata di 60 mesi e con un budget complessivo di oltre 18 milioni di euro, coinvolge oltre a FID la più importante fondazione mondiale nel diabete di tipo 1 Breakthrough T1D e la spagnola Fundación DiabetesCERO. Al progetto partecipano anche due partner industriali: Eli Lilly e Novo Nordisk.

Si tratta del più grosso sforzo economico mai visto in Europa per sostenere la ricerca in questo campo.

Gli obiettivi del bando sono molteplici:

  • Standardizzazione e scalabilità della produzione di terapie cellulari
  • Definizione di strategie immunologiche e endpoint clinici centrati sulle persone con diabete
  • Sviluppo di strumenti predittivi basati sull’ intelligenza artificiale
  • Attivazione di modelli regolatori e di rimborso sostenibili
  • Costituzione di una rete europea di centri specializzati

L’iniziativa mira a rafforzare la leadership europea nella medicina rigenerativa e a generare un impatto tangibile nella vita delle persone con diabete di tipo 1, integrando pienamente il punto di vista dei pazienti in tutte le fasi del percorso scientifico, clinico e decisionale.

Fondazione Italiana Diabete, attiva da oltre 15 anni nel finanziamento della ricerca per la cura del diabete tipo 1, mette a disposizione parte del finanziamento che arriva dalle 3 Fondazioni partecipanti, la propria esperienza di advocacy e il network con la comunità delle persone con diabete per contribuire all’impatto sistemico di questo progetto.

“Essere parte del più importante sforzo della ricerca europea per la cura del diabete di tipo 1 ci riempie di orgoglio, dichiara Nicola Zeni, Presidente di FID, ci da molta responsabilità nel continuare a raccogliere fondi e a mantenere un dialogo aperto e costruttivo con le istituzioni e contemporaneamente ci motiva con la grandissima speranza di vedere i nostri figli guariti in futuro”.

“La voce e le prospettive delle persone con diabete sono centrali nel progetto di IHI – spiega Francesca Ulivi, Direttore Generale e Comunicazione di FID e patient advocate –  ed è questo uno dei motivi che ci ha spinto a sostenere questo enorme sforzo di finanziamento. Sarà centrale far comprendere alle persone con diabete le reali prospettive di questo filone di ricerca, farle dialogare con i ricercatori e portare ben chiara la voce delle stesse persone con diabete al mondo della ricerca e a quello istituzionale, attività che FID ha sempre ritenuto primaria e connaturata alla sua mission.”

Per ulteriori dettagli è disponibile il documento ufficiale IHI: https://www.ihi.europa.eu/sites/default/files/uploads/Documents/Calls/IHI_Call11_CallText.pdf

Tutto questo è possibile grazie a chi ogni giorno sostiene FID e da oggi in poi il vostro sostegno è ancora più necessario!

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Un’alleanza globale per sconfiggere il diabete di tipo 1: FID ne è parte!

Innovazione, alleanze strategiche e impatto nella vita delle persone con diabete: Fondazione Italiana Diabete è parte di un enorme sforzo della ricerca europea per arrivare alla guarigione.

È stato pubblicato oggi da IHI, l’Innovative Health Iniatiative Europea, l’annuncio di una ambiziosa alleanza europea tra enti pubblici, fondazioni e industria per sostenere la ricerca scientifica trasformativa.

Fondazione Italiana Diabete partecipa con orgoglio a questa sfida accanto a: Wellcome Trust, Gates Ventures, Novo Nordisk Foundation, Breakthrough T1D e Fundación Diabetes Cero.

L’obiettivo di questa alleanza è sostenere la Call 11 di IHI, che prevede cinque filoni di ricerca tra cui uno dedicato alle terapie cellulari nel diabete di tipo 1, con l’obiettivo di accelerare l’arrivo delle terapie avanzate come i trapianti di isole pancreatiche e di staminali, disponibili per tutti, all’interno di un progetto europeo pubblico–privato che vuole portare impatto concreto nella vita delle persone.

IHI è la partnership pubblico–privata dell’Unione Europea nata per promuovere una ricerca sanitaria più rapida, inclusiva e orientata all’impatto sulla vita delle persone.

Leggi l’articolo pubblicato oggi da IHI: 

https://www.ihi.europa.eu/news-events/newsroom/strategic-value-philanthropic-organisations-public-private-partnerships

Qui trovi la traduzione in italiano

Senza un’alleanza tra Istituzioni pubbliche, fondazioni, trust privati e aziende sarebbe molto difficile sostenere progetti di ricerca così ampi ed ambiziosi!

A breve la Call sarà aperta e potrà partire il processo di selezione del consorzio di ricerca che porterà avanti questo importantissimo progetto.

Presto saremo in grado di raccontarvi di più e di aggiornarvi su come potrete sostenere l’obiettivo comune!

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Grant FID-ISPAD all’Università della Florida e alla Libera Università di Bruxelles

Sono eccezionalmente due i progetti di ricerca vincitori del Grant FID-ISPAD 2024.

Un progetto mira a capire come mantenere il più possibile vive e funzionanti le cellule beta dopo i trapianti e l’altro ha l’obiettivo di prevenire il diabete di tipo 1 con terapie basate sull’MRNA.

Vista la qualità dei progetti presentati nel 2024 si è deciso di sostenerne due.

Il Grant FID-ISPAD, arrivato alla sua quarta assegnazione, nasce nel 2021 dalla collaborazione di FID con ISPAD, la Società Internazionale di Diabetologia Pediatrica e Adolescenziale ed è assegnato ogni anno, su base competitiva, ai giovani ricercatori di tutto il mondo, che fanno parte di ISPAD, e che vogliano portare avanti ricerche nell’ambito della cura definitiva del diabete di tipo 1, sia essa preventiva o successiva all’insorgenza della malattia.

Ai vincitori verranno assegnati 25 mila euro ciascuno per portare avanti i loro progetti di ricerca per un anno.

 

Willem Staels, pediatra e ricercatore in Belgio, è Professore alla Libera Università di Bruxelles (Vrije Universiteit Brussel) e lavora ogni giorno con bambini e ragazzi con diabete all’ospedale Universitario di Bruxelles. La sua ricerca esplora tre aree chiave: il ruolo dei micronutrienti nello sviluppo delle cellule beta, le strategie farmacologiche mirate a prevenire o invertire il diabete di tipo 1 e i meccanismi di rigenerazione delle cellule beta. Oltre alla ricerca, Willem è profondamente impegnato nel mentoring e nella creazione di un centro di eccellenza per il diabete pediatrico. Il progetto vincitore del grant mira ad esplorare il ruolo del ferro nel migliorare la maturazione, il funzionamento e la sopravvivenza delle beta cellule trapiantate.

 

 

Timothy Foster è Professore Associato in Endocrinologia Pediatrica e guida il laboratorio di Immunoterapia Traslazionale per il diabete di tipo 1 all’Università della Florida, a Gainesville.

Il suo progetto studia l’utilizzo di terapie basate su mRNA per prevenire il diabete.

L’obiettivo del suo progetto di ricerca è far progredire un’immunoterapia a base di mRNA, che possa essere sicura ed efficace nella prevenzione del diabete di tipo 1, analizzando come cambiano le popolazioni di cellule immunitarie in modelli preclinici.

 

Il nostro più grande in bocca al lupo a questi due scienziati per le loro promettenti ricerche!

 

Per maggiori informazioni sui vincitori e sui loro progetti: 
https://www.ispad.org/fellowships-and-prizes/fellowships/fid-ispad-diabetes-research-grant.html

 

Ricordiamo inoltre a tutti i ricercatori che sono parte di ISPAD che le candidature per il bando 2025 sono ancora aperte e c’è tempo fino al 30 maggio per inviare il proprio progetto di ricerca:
https://www.ispad.org/fellowships-and-prizes/fellowships/fid-ispad-diabetes-research-grant.html

 

I due Grant FID-ISPAD sono i primi assegnati da FID in questo 2025.
Seguirà nel corso dell’anno il sostegno ad altri progetti e ricercatori:
– 1 borsa di studio Sofia Filippini per specializzandi e neo-specialisti che intendano seguire un progetto in un centro di ricerca all’estero per almeno sei mesi
– 1 o più Grant FID da 50 mila euro nell’ambito della ricerca di una cura preventiva o successiva
– 1 nuovo Grant FID da 100 mila euro, che verrà istituito in giugno, nell’ambito delle terapie cellulari (trapianti di isole o di cellule staminali)
– 1 nuovo Grant Fid, da 50 mila euro, che verrà istituito in settembre, per la ricerca della causa del diabete di tipo 1

Inoltre, FID, continua a sostenere il Centro FID-INNODIA-SAN Raffaele di screening e prevenzione del Diabete di tipo 1.

Grazie a tutte le persone che anno dopo anno, sostenendo la ricerca finanziata da FID nel mondo, permettono di accorciare il tempo e lo spazio che ci manca di percorrere per eliminare il diabete di tipo 1!

Un passo dopo l’altro, una ricerca dopo l’altra arriveremo a guarire e a non far più ammalare nessuno!

 

Se vuoi darci il tuo sostegno, oltre che con le donazioni, puoi decidere di devolvere il tuo 5×1000 a FID, è semplice e gratuito, basta inserire il codice fiscale nella denuncia dei redditi.

 

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NIENTE SU DI NOI, SENZA DI NOI!

In FID ci crediamo profondamente e applichiamo questo motto ogni singolo giorno: nulla che riguardi le persone con diabete deve essere fatto senza la partecipazione delle persone con diabete stesse.

Per queste abbiamo deciso di aprire le ricerche che sosteniamo al contributo dei nostri “volontari per la ricerca”, affinché possano dire la loro, aiutare i ricercatori a costruire una comunicazione più vicina alle persone con diabete, comprendere quello che viene fatto nell’ambito della ricerca e come.

Vogliamo che i nostri volontari siano sempre informati e che la loro voce venga ascoltata in ogni ambito, compreso quello dei progetti di ricerca.

Per questo abbiamo chiesto aiuto ad INNODIA, una fondazione internazionale che ha al suo interno un gruppo di persone e famiglie con diabete che sono formate e informate sulla ricerca, in grado di fornire un supporto adeguato ai ricercatori per non dimenticare mai il punto di vista di chi vive con la malattia. Le persone di questa comunità formata e informata sulla ricerca si chiamano INPACT Associates.

SEI VOLONTARIO DI FID E VUOI PARTECIPARE AI PROGETTI DI RICERCA CHE SOSTENIAMO?

A partire da questo mese i volontari di FID, che sono anche INPACT Associate verranno abbinati ai progetti di ricerca che FID finanzia. Si parte a fine maggio con i progetti vincitori del Grant FID- ISPAD 2024, che vengono annunciati domani.

Se ancora non sei volontario di FID e INPACT Associate ecco cosa puoi fare: 

1. Diventa volontario di FID qui: https://fondazionediabete.org/volontari . I volontari di FID si impegnano prima di tutto a raccogliere fondi per la ricerca.


2. Diventa INPACT Associate completando il breve corso online sul sito di INNODIA: https://www.innodia.org/what-we-offer/our-community-people-living-type-1-diabetes . Il corso online è in inglese ed è fondamentale saperlo sia per diventare INPACT Associate che per potersi affiancare ai ricercatori di FID.

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Prima infusione di Teplizumab in Italia

E’ avvenuta questa settimana la prima infusione di Teplizumab in Italia.

A ricevere questa infusione, presso il Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo è stata una ragazza di 23 anni affetta da diabete di tipo 1 nelle fasi presintomatiche.

Attendiamo questa notizia dal 2019, da quando vi abbiamo raccontato i risultati dei primi studi sul Teplizumab, l’anticorpo monoclonale anti-CD3, che rallenta fino a tre anni l’esordio clinico del diabete di tipo 1.

Dopo gli Stati Uniti e molti paesi europei, dunque anche in Italia il farmaco è disponibile per le persone nel cosiddetto Stage 2 della malattia, ovvero che hanno 2 o più autoanticorpi con una iniziale disglicemia.

Il farmaco è stato approvato per l’uso su queste persone nel 2022 in America, mentre in Europa per il momento è disponibile solo in uso compassionevole, in Italia dall’ottobre 2024, in attesa che l’EMA lo approvi per l’uso clinico.

Le persone che possono accedere all’utilizzo di questo farmaco sono quelle che si sono sottoposte a screening e sono risultate positive a 2 o più autoanticorpi e che iniziano ad avere delle glicemie fuori range, ma che non hanno ancora i sintomi evidenti del diabete di Tipo 1.

L’infusione, per via endovenosa, dura 14 giorni consecutivi e va fatta in ospedale. Ogni infusione è calibrata sulle necessità della singola persona.

Diversi ospedali in tutta la penisola sono pronti a procedere, una volta ricevute tutte le autorizzazioni e ovviamente se, sulla base degli screening, hanno pazienti che possono accedere al farmaco.

L’infusione è gratuita.

Il teplizumab si è dimostrato efficace nel ritardare l’esordio clinico del diabete di tipo 1 in media di 3 anni.

Per ricevere informazioni più dettagliate e specifiche relative a quali centri facciano gli screening e dove sia possibile, nel caso si sia in Stage 2 della malattia ricevere il Teplizumab potete scriverci e troviamo il centro più vicino a voi: francesca.ulivi@fondazionediabete.org

Parleremo degli screening in Italia, dello stato di attuazione della legge 130 sugli screening, di cui FID è promotrice e del Teplizumab, con le esperienze dirette di medici che hanno già fatto molte infusioni e persone con diabete che lo hanno ricevuto il prossimo 11 maggio alle 18,30 nella “Domenica della Ricerca”.

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Vertex interrompe lo studio VX-264

Vertex ha annunciato l’interruzione dello studio VX-264, che prevedeva l’incapsulamento delle cellule staminali che producono insulina, senza immunosoppressione. Lo studio VX-264, nelle prime fasi, ha dimostrato la sicurezza e la tollerabilità delle capsule che contenevano le cellule staminali producenti insulina, ma purtroppo non ha raggiunto gli obiettivi di efficacia, ovvero non ha dato i risultati sperati nell’aumentare il C-Peptide e quindi la produzione di insulina.

Per questo Vertex ha deciso di bloccare ulteriori studi clinici e l’arruolamento di nuovi pazienti. Ha comunque espiantato le capsule per condurre ulteriori analisi.

La buona notizia è che lo studio VX-880, che ora si chiama Zimislecel, a base di cellule staminali differenziate che producono insulina e che vengono impiantate con immunosoppressione standard è in piena Fase 3. Nella prima metà di quest’anno si completerà l’arruolamento e il dosaggio. Finora ha dato risultati positivi.

Vertex prevede di sottopporre la terapia cellulare con Zimislecel all’approvazione degli enti regolatori internazionali nel 2026 per poterla commercializzare. La terapia ha già ricevuto l’attestazione di “Priority Medicine” e la “Fast Track” dai principali enti regolatori (FDA in America, EMA in Europa).
 
È importante considerare che quello che potrebbe sembrare un fallimento, in realtà non lo è.
Nel mondo della scienza ciò che non funziona aiuta a trovare soluzioni migliori e solo sbagliando si potrà trovare quel che funzionerà.
Inoltre ci sono diversi studi in corso con incapsulamenti di terapie cellulari ed altri metodi per nascondere le cellule al sistema immunitario e quindi evitare l’utilizzo di immunosoppressori.
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SONO APERTE LE CANDIDATURE PER IL GRANT FID-ISPAD 2025

C’è tempo fino al 30 maggio per inviare il proprio progetto

Sono aperte le candidature per il Grant FID-ISPAD 2025: il grant di 25000 euro finanziato da FID e dedicato ai ricercatori dell’International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes (ISPAD).

Questo Grant è infatti riservato ai soci ISPAD, preferibilmente di età inferiore ai 40 anni. L’ambito di applicazione della borsa di ricerca è legato all’individuazione di una cura per il diabete di tipo 1, ovvero una procedura o una terapia in grado di garantire la normalizzazione e il mantenimento nel tempo di un normale equilibrio del glucosio in assenza di somministrazione esterna di insulina. Questa categoria comprende progetti sulla patogenesi, la previsione, la prevenzione, la sostituzione delle cellule beta, il trapianto di organi e cellule, la rigenerazione dei tessuti e le cellule staminali, la terapia genica.

Sono esplicitamente escluse dai finanziamenti le ricerche sull’insulina, sui farmaci, sulle tecnologie dei sensori di glucosio o sugli infusori di insulina, che riguardano le aziende farmaceutiche e biotecnologiche. Sono inoltre escluse le ricerche relative alle complicanze del diabete e quelle relative al diabete di tipo 2 o a forme di diabete diverse dal diabete di tipo 1.

Il programma FID-ISPAD Research Grant è aperto solo a candidati provenienti da istituzioni o gruppi di istituzioni senza scopo di lucro.

Tutte le domande saranno esaminate dal Comitato di revisione scientifica, dalla FID e dall’ISPAD con la massima riservatezza.

Per maggiori informazioni sull’applicazione: https://www.ispad.org/fellowships-and-prizes/fellowships/fid-ispad-diabetes-research-grant.html

Il FID-ISPAD Diabetes Research Grant è arrivato al suo quinto anno e a breve verrà annunciato il vincitore del 2024. 

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Torna il Diabethon!

Sabato 14 dicembre a Milano, i migliori clinici e ricercatori nell’ambito del diabete di tipo 1, saranno a disposizione per rispondere alle domande dei partecipanti e per sostenere la ricerca di una cura definitiva al Diabete di tipo 1.

Torna con la quinta edizione, la maratona benefica per il Diabete di tipo 1, il Diabethon, che si impegna a formare e informare le persone con diabete, raccogliendo fondi per la ricerca di una cura definitiva alla malattia autoimmune.

L’appuntamento è il 14 dicembre presso il CAM Garibaldi, in corso Garibaldi 27, dalle 10.30 alle 19.30

Il Diabethon, creato dalla Fondazione Italiana Diabete, è un vero e proprio congresso medico-scientifico costruito su misura per le persone con diabete: una giornata di conferenza sullo stato della ricerca scientifica e sulle ultime novità cliniche e terapeutiche, con la possibilità di relazionarsi direttamente con medici e ricercatori. Ed è anche una festa per tutti i volontari della Fondazione e gli altri partecipanti, con la possibilità di prendere parte a Master Class di attività fisica, screening per i familiari di persone con diabete di tipo 1, sedute di supporto psicologico e di counseling.

Nato nel 2020 in pieno lockdown come strumento di sostegno e supporto alle persone con diabete, impossibilitate, a causa del Covid persino a recarsi in ospedale per le visite periodiche, il Diabethon è subito divenuto un appuntamento immancabile per le persone con diabete di tipo 1 e per i clinici e ricercatori che generosamente si mettono a loro disposizione.

A breve sarà disponibile il programma dettagliato degli interventi.

Le iscrizioni sono aperte, se vuoi riservare il tuo posto iscriviti qui!

Per ulteriori informazioni scrivi a segreteria@fondazionediabete.org

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FID istituisce la sua prima borsa di studio e la intitola a Sofia Filippini

Fondazione Italiana Diabete istituisce, in collaborazione con l’Associazione Diabetici della Provincia di Brescia, la “Borsa di Studio Sofia Filippini”.

Partecipa a finanziare la Borsa di Studio con una donazione di 2000 euro anche la Fondazione Bianca Ballabio.

La borsa è destinata a giovani specializzandi e neo specializzati che vogliano partecipare ad un progetto di ricerca all’estero per un minimo di sei mesi, in un centro universitario specializzato nei campi della ricerca delle cure definitive al diabete di tipo 1. Il vincitore della borsa avrà a disposizione 18 mila euro per sostenere il suo soggiorno all’estero. Dal primo febbraio 2025 tutti gli specializzandi cui è riservata la borsa potranno presentare la loro domanda.

Sofia, giovane donna con diabete di tipo 1, ci ha lasciati lo scorso anno, poco dopo la sua laurea in medicina. L’Associazione Diabetici della Provincia di Brescia ha raccolto 6 mila euro di donazioni in sua memoria e FID ha deciso di triplicare questa cifra ideando questa borsa di studio per permettere ad un giovane medico di fare quel che Sofia purtroppo non potrà fare: studiare e formarsi per poter dare il suo contributo alla ricerca della cura definitiva al diabete di tipo 1.

Il 4 di ottobre è un giorno altamente simbolico: oltre ad essere il Giorno del Dono, Sofia avrebbe compiuto 27 anni, per questo in accordo con la sua famiglia e con l’Associazione Diabetici della Provincia di Brescia abbiamo deciso di istituire oggi questa borsa si studio.

Ci piace pensare che Sofia stia donando oggi una parte di sé: il suo desiderio di guarire e vedere guarite tutte le persone con diabete di tipo 1.

La Borsa di studio è riservata a:

  • specializzandi iscritti al quarto e quinto anno delle scuole di specializzazione italiane in endocrinologia, medicina interna, pediatria, allergologia e immunologia.
  • ai neo-specialisti nelle stesse materie, entro due anni dal conseguimento del titolo di specializzazione

La Borsa di Studio Sofia Filippini è finalizzata a sostenere lo specializzando o il neo-specialista per un periodo di sei mesi di ricerca all’estero in un centro universitario specializzato nei campi di ricerca di una cura definitiva al diabete di tipo 1. 

Le candidature ammissibili per la “Borsa di Studio Sofia Filippini” includono proposte di ricerca di base o traslazionale, nonché di ricerca clinica.

Le domande che soddisfano i requisiti di ammissibilità saranno sottoposte a un processo di revisione che garantisce una valutazione esperta, equa e indipendente del loro merito scientifico e della loro competitività. La valutazione è affidata al Comitato Scientifico di Fondazione Italiana Diabete.

Le proposte potranno essere presentate dal 1 Febbraio al 30 aprile 2025.

Il vincitore sarà proclamato il 30 giugno del 2025 e avrà un anno per partire per il suo soggiorno di ricerca.

Qui il PDF relativo al regolamento e alle modalità di partecipazione