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Aprono le candidature  per la Borsa di Studio Sofia Filippini 2026

Fondazione Italiana Diabete annuncia l’apertura delle candidature per la Borsa di Studio Sofia Filippini 2026, dedicata ai giovani specializzandi e neo-specialisti interessati a seguire un progetto di ricerca all’estero nel campo della cura del diabete di tipo 1.

La borsa, intitolata alla memoria di Sofia Filippini, giovane medico prematuramente scomparsa e simbolo di passione e dedizione alla causa della cura del diabete, offre un finanziamento di 18.000 € per un soggiorno di ricerca all’estero della durata minima di sei mesi.

La candidatura è aperta dal 1° febbraio al 30 aprile 2026. Tutti i dettagli sul bando, sui criteri di ammissione e sulla procedura di selezione sono disponibili nella sezione dedicata: Borsa di Studio Sofia Filippini.

La prima edizione della borsa nel 2025

La prima edizione della borsa è stata vinta dal dott. Giordano Spacco, specializzando in pediatria presso l’Università di Genova, che sta partecipando ad un progetto di ricerca all’Università di Lovanio, in Belgio, con l’obiettivo di innovare l’approccio ai trial clinici per la prevenzione del diabete di tipo 1.

Con questa iniziativa, la Fondazione ribadisce il proprio impegno nel sostenere giovani talenti nel loro percorso di formazione scientifica e nella ricerca di soluzioni per una cura definitiva del diabete di tipo 1.

Ringraziamo l’Associazione Diabetici della Provincia di Brescia e la Fondazione Bianca Ballabio che collaborano al sostegno della Borsa di studio.

👉 Per candidarsi: https://fondazionediabete.org/borsa-studio-sofia-filippini/

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Teplizumab approvato in UE: è il primo farmaco che ritarda il diabete di tipo 1

COS’E’ TEPLIZUMAB

Teplizumab è un anticorpo monoclonale anti-CD3 che agisce modulando la risposta immunitaria responsabile della distruzione delle cellule beta del pancreas.

COSA FA IL TEPLIZUMAB

Una singola somministrazione può ritardare di due anni l’insorgenza del diabete di tipo 1 in soggetti ad alto rischio (stadio 2), positivi agli autoanticorpi, prima che compaiano i sintomi della malattia (stadio 3).

COME SI SOMMINISTRA E A CHI

Il teplizumab si somministra in endovena per 14 giorni consecutivi. Le persone che possono riceverlo sono i soggetti in stadio 2 di diabete di tipo 1 (2 autoanticorpi e disglicemia) dagli 8 anni in su.

L’APPROVAZIONE DA PARTE DELL’UE

Dopo il parere positivo del CHMP dell’Agenzia Europea per i Medicinali, l’Unione Europea ha approvato oggi il Teplizumab, già in uso negli Stati Uniti.

L’approvazione da parte dell’UE segna un cambiamento importante, un cambio di paradigma in come il diabete di tipo 1 viene trattato. L’insulina non è più l’unica terapia del diabete di tipo 1, sarà infatti possibile agire prima che la malattia entri nella sua fase clinica conclamata, per rallentarla e possibilmente bloccarla.

IL TEPLIZUMAB IN ITALIA

Ricordiamo che in Italia Teplizumab è stato reso disponibile gratuitamente dall’azienda produttrice nel 2024, in uso compassionevole.  In questi anni, svariati bambini, adolescenti e adulti con diabete di tipo 1 in stadio 2 hanno potuto accedere al trattamento. Questo non significa che il farmaco sia disponibile, perchè deve essere approvato in Italia da AIFA. Non sappiamo quando questo avverrà e se sarà poi rimborsabile, visto che ha un costo molto elevato. Negli Stati Uniti una somministrazione di 14 giorni costa oltre 190.000 dollari. 

IL FUTURO

L’approvazione di Teplizumab rappresenta un punto di svolta, ma non è un traguardo isolato. Si tratta della prima di una serie di terapie che sono in sperimentazione e potrebbero rallentare sempre di più il decorso del diabete di tipo 1, fino forse a renderne possibile la prevenzione. 

L’IMPORTANZA DELLO SCREENING

Per questo lo screening del diabete di tipo 1 è centrale: individuare bambini e adolescenti nelle fasi precliniche è l’unico modo per poter intervenire prima della diagnosi.   

Vuoi saperne di più sul Teplizumab? Guarda i video qui sotto!