Cosa sappiamo dello studio in corso a Chicago con l’anticorpo monoclonale tegoprubart
Negli ultimi giorni sui social network si è acceso un forte dibattito su uno studio clinico statunitense relativo al trapianto di isole pancreatiche nel diabete di tipo 1 che no usa l’immunosoppressione classica.
L’attenzione è cresciuta dopo che una delle partecipanti allo studio ha raccontato pubblicamente la propria esperienza, spiegando di aver raggiunto l’indipendenza dall’insulina dopo il trapianto.
Facciamo il punto scientifico sullo studio per chiarire a tutti la situazione.
Lo studio
Il trial è condotto dall’Università di Chicago ed è uno studio pilota che valuta un nuovo schema immunosoppressivo basato su tegoprubart, un anticorpo monoclonale anti-CD40Ligando.
L’obiettivo è prevenire il rigetto delle isole pancreatiche trapiantate senza utilizzare inibitori della calcineurina (come il tacrolimus), attualmente standard nei trapianti ma associati a potenziali effetti collaterali rilevanti, inclusala tossicità renale, neurologica e possibile danno alle cellule beta.
Perché è un tema scientificamente importante?
Nel trapianto di isole pancreatiche il principale ostacolo non è solo il reperimento delle cellule, ma la necessità di una terapia immunosoppressiva cronica.
Gli inibitori della calcineurina, pur efficaci nel prevenire il rigetto, possono essere:
- Nefrotossici
- neurotossici
- potenzialmente dannosi per le stesse cellule beta trapiantate
L’obiettivo del trial è verificare se sia possibile prevenire il rigetto senza utilizzare questa classe di farmaci.
Chi è stato arruolato
I primi dati resi noti riguardano 6 persone con:
- diabete di tipo 1 da almeno 5 anni
- ridotta sensibilità rispetto alle ipoglicemie (ipo-unawareness)
- almeno 3 episodi di ipoglicemia grave e inspiegata nell’anno precedente
- HbA1c tra 7% e 9,5%
- assenza di produzione residua significativa di insulina
L’obiettivo di questa fase dello studio è arruolare 12 persone.
Non si tratta di uno studio generalizzabile a tutte le persone con diabete di tipo 1, perché i criteri di arruolamento sono molto stringenti.
Cosa è stato fatto
Le isole pancreatiche sono state prelevate da donatori deceduti e infuse nel fegato tramite catetere nella vena porta. Il classico trapianto di isole pancreatiche che abbiamo spiegato qui e nell’ultimo Diabethon
I pazienti hanno ricevuto immunosoppressione standard associata all’anticorpo monoclonale tegoprubart, ma senza tacrolimus.
I risultati preliminari
Nei primi 6 pazienti:
- tutti hanno raggiunto l’indipendenza dall’insulina dopo uno o due trapianti
- i primi 3 sono insulino-indipendenti da oltre un anno
- HbA1c riportate fino al 4,7%
- nessun episodio di ipoglicemia grave dopo il trapianto
- nessun evento tromboembolico o rigetto riportato
- nessuna evidenza di tossicità renale o neurologica tipica degli inibitori della calcineurina
Si tratta però di dati preliminari su un numero molto limitato di persone sottoposte al trapianto e alla terapia.
Cos’è il tegoprubart
Tegoprubart è un anticorpo monoclonale diretto contro il CD40 Ligando, molecola centrale nell’attivazione del sistema immunitario.
Bloccando questa via si mira a ridurre l’attivazione immunitaria e prevenire il rigetto, evitando l’utilizzo di farmaci potenzialmente tossici per le cellule trapiantate.
Il farmaco è in studio anche per il trapianto renale, lo xenotrapianto (ovvero il trapianto di organi da animali) e la SLA (sclerosi laterale amiotrofica)
Come viene somministrato il tegoprubart?
Tegoprubart è un anticorpo monoclonale e, come la maggior parte dei farmaci biologici di questa classe, viene somministrato per via endovenosa (EV).
La somministrazione avviene tramite infusione in ambiente clinico controllato, con monitoraggio medico, poiché:
- si tratta di una proteina di grandi dimensioni che non può essere assunta per via orale (verrebbe degradata a livello gastrointestinale);
- la via endovenosa garantisce biodisponibilità completa e controllo preciso del dosaggio;
- è necessario monitorare eventuali reazioni correlare all’infusione, tipiche di alcune terapie biologiche.
Nel trial sul trapianto di isole pancreatiche, tegoprubart è stato somministrato in combinazione con altri immunosoppressori standard, come parte del regime post-trapianto.
Essendo uno studio ancora in corso, lo schema dettagliato di dosaggio e frequenza è definito dal protocollo sperimentale.
Perché questo studio è rilevante
Il punto centrale non è solo l’indipendenza dall’insulina. Che comunque si raggiunge nella maggior parte dei trapianti di isole, la domanda cruciale a cui questo trial cerca di rispondere è:
è possibile proteggere un trapianto di isole senza usare inibitori della calcineurina?
Se confermati in studi più ampi e a lungo termine, questi risultati potrebbero rappresentare un avanzamento importante nell’immunologia dei trapianti cellulari. Ma siamo solo all’inizio e bisogna avere pazienza, perché ci vogliono mesi e anni affinchè l’efficacia di questa impostazione possa essere provata.
Cosa non significa questo studio
- Non è una cura disponibile oggi
- Non è una terapia approvata
- Non elimina la necessità di immunosoppressione
- Non è applicabile alla popolazione generale con diabete di tipo 1
È uno studio preliminare che apre una strada interessante, ma che richiede conferme solide.
Fondazione Italiana Diabete continuerà a monitorare con attenzione l’evoluzione dei dati scientifici, distinguendo tra entusiasmo mediatico e evidenza clinica.
