Perché fare lo screening?
Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune che colpisce circa una persona su 250 e può manifestarsi a qualsiasi età, anche nei bambini molto piccoli.
Riconoscere precocemente la presenza degli autoanticorpi consente di intervenire prima dei sintomi e di prevenire l’esordio in chetoacidosi diabetica, una condizione acuta e potenzialmente pericolosa che interessa circa metà dei casi al momento della diagnosi.
Grazie allo screening è possibile:
- Predire il rischio di sviluppare la malattia e monitorare nel tempo chi risulta positivo;
- Prevenire complicanze acute come la chetoacidosi diabetica, che può richiedere il ricovero in terapia intensiva;
- Formare le famiglie a riconoscere i sintomi e gestire correttamente la condizione;
- Accedere precocemente a percorsi terapeutici o sperimentali, come le nuove terapie con anticorpi monoclonali capaci di rallentare la progressione del diabete.
Ricordiamo che i familiari delle persone con diabete hanno un rischio di 15 volte più alto di chi non ha familiari di avere il diabete di tipo 1, ma è importante rimarcare che il 95% circa delle persone cui viene diagnosticato il diabete di tipo 1 non ha nessuno in famiglia con la malattia. Quindi lo screening interessa tanto chi ha già la patologia in famiglia, che chi non la ha.
